Le nozze

La dichiarazione di nozze !

Mi ricordo quando le chiesi la mano, vestito benissimo, nel ristorante più figo e più caro della città, il cielo era stellato. Tra noi due un anello che emanava luce propria. Poi pronuncio la fatidica frase “mi vuoi sposare?”Lei , presa alla sprovvista, divenne rossa dall’ imbarazzo davanti alla sala gremita, meravigliata dalla bellezza del monile, mi disse “intanto prendo l’anello!”

A Dania non sarebbe dispiaciuta una situazione simile. In realtà le cose sono andate un filo diversamente. Nel senso che non c’è mai stata una dichiarazione ufficiale, ma di comune accordo, decidemmo di sposarci per soddisfare la nostra voglia di fare un viaggio importante: il nostro obiettivo era la Polinesia Francese e l’idea primaria, prevedeva biglietti di sola andata.

Primi passi per organizzare le nozze.

Ad aprile 2003 iniziammo realmente  a muoverci per organizzare le nozze.

In quegli anni, all’ospedale di Careggi, avevo colleghi cacciatori di cinghiali, che avevano come punto di ritrovo uno splendido casolare a Polcanto sulle colline fiorentine. Posizione dominante, intorno solo morbidissimo verde e gli ultimi due tre km erano all’interno del bosco per una strada molto impegnativa.

Grazie alla nostra amicizia mi consentirono di utilizzare la location per il matrimonio. Comprammo vino in quantità industriale, diversi tipi di liquori; pollame, rosticciana, salsicce, bistecche in quantità da cucinare rigorosamente alla brace. I ragazzi si offrirono di cucinare e servire ai tavoli, inoltre pensarono ai primi e al dolce.

Le partecipazioni di nozze.

Scrivemmo a mano le partecipazioni su carta gialla fiorentina, comprata in uno splendido negozio dedicato al centro di Firenze. Fuori lista i parenti che non conoscevamo e quelli che sentivamo (a volte) solo per Natale. Una scelta presa molto male dai rispettivi genitori (naturalmente). Preparammo i vari tavoli la sera prima del matrimonio (aiutati da Dora, la sorella di Dania), con apparecchiature stile osteria, con tanto di addobbi floreali per 80 persone, in realtà poi sederono 60 ospiti.

Il vestito della sposa.

I giorni che Dania ha amato di più, sono quelli passati con Michele (amico di sempre nonché stilista), nelle boutique delle principali firme di moda ad indossare vestiti. In particolare nel negozio Cavalli dove Dania aveva individuato l’abito giusto. Grazie al direttore, nostro amico, lo sconto sarebbe stato notevole ma non abbastanza per noi. Infine la decisione: Michele comprò il materiale per cucire la gonna, il top comprato in un negozio in Piazza della Repubblica, le calzature (un paio di ciabatte) comprate al mercato di Sesto Fiorentino. Per me uno splendido completo Gazzarrini regalato da Mauro e Michele, ai piedi due splendide  Camper.

Nozze con rito civile o religioso?

Bene, ci siamo quasi. Dove verrà celebrato?

Abbiamo avuto difficoltà a trovare un prete e una chiesa (non a causa nostra), perciò puntammo decisi verso l’unione civile.

Quando sapemmo che il Comune di Campi Bisenzio metteva a disposizione la splendida villa Montalvo, i dubbi svanirono in un istante. Infatti Villa Montalvo è uno splendido complesso immerso in un giardino meraviglioso, vicino al fiume Bisenzio, dalla storia travagliata e che subì l’ultima modifica da Ottaviano de’ Medici nella prima metà del 1500.

Nozze in comune

La funzione si svolse in una stanza al piano terra, non grande ma con affreschi suggestivi. Appena arrivò l’assessore, un po’ in ritardo (d’altra parte, era donna), tutto si svolse con  semplicità e gioia. Sicuramente emozionato, non riuscivo ad infilare l’anello a Dania, che vedendomi impacciato, preferì fare da sola. Bello vedere che tutti erano felici, i testimoni Mauro e Michele contenti come due colombe a primavera, i parenti e altri amici sprizzavano gioia per la velocità con cui si era svolta la cerimonia. All’uscita dalla Villa, appena sposati, petardi come de fosse la notte di S.Silvestro.

Fotografo, trucco parrucco non sono accessori

Ancora un piccolo passo. Il fotografo e l’acconciatura. Il parrucchiere ufficiale fu Alesssandro e le sue dame, di Empoli. Io e Dania fummo pettinati due giorni prima della cerimonia, Dania con supplemento per il giorno stesso. Delle foto se ne occuparono il nostro amico Fabio e suo figlio Tommaso. Alla buon ora di quel mercoledì 3 settembre 2003, dammo appuntamento ai fotografi, alla parrucchiera, a Michele per sistemare la gonna, a Mauro e Giovanna per sostenere tutti gli altri.

La mattina delle nozze.

Appena svegli, Dania corse al forno per comprare la colazione: tornò con tanta schiacciata da sfamare tutto il vicinato. Non avanzò niente, soprattutto perchè bevemmo del buon vino frizzante.

Nessuno era teso o nervoso, ognuno allegramente impegnato nel suo compito. Solo la piccola Camilla ci guardava stranita. Quando tutto fu sistemato, ci recammo davanti alla Villa, noi tre ultimi a bordo della nostra meravigliosa Ford Ka gialla. Puntuali. Eccoli lì, tutti in attesa, felici emozionati e gioiosi. Sicuramente la più emozionata mia mamma, che non riuscì a trattenere le lacrime.

Il pranzo di nozze.

Non si è mai parlato di un matrimonio, ma di una festa molto divertente in una location bellissima. L’arrivo al casolare fu intorno alle 13, iniziammo con aperitivo in piedi poi ci accomodammo, anzi feci accomodare gli ospiti a sedere e iniziò la mattanza…Non ho mai smesso di mangiare, mi sono alzato solo una volta. Seguirono grida, goliardia, applausi, risate e brindisi in quantità. Tutti sembravano felici di trovarsi lì. Al pranzo seguì la merenda per gli affezionati; il ballo e l’ammazzacaffè per i fedelissimi. Ci fu la conta dei soldi e la serenata di Mauro Michele Giovanna. Ci congedammo intorno a mezzanotte, ero stremato. Non fui in grado di guidare, vomitavo in continuazione. Ogni curva una fermata. Difficile la prima notte di nozze.

Ecco alcune foto!!!

La preparazione

La cerimonia

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La festa

<E vissero felici e contenti>

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