sassetta

Sassetta in motocicletta.

 

Sassetta borgo dalle mille sorprese

Approfittiamo dell’assenza dell’ereditiera per indossare guanti, paraschiena, giacca tecnica e naturalmente il casco. Direzione Val di Cornia con pernottamento a Sassetta.

Pasto veloce a casa, un bacio a Camilla e siamo già circondati da morbide colline  e da una dolce campagna. Arrivati a destinazione, facciamo conoscenza con la padrona dell’appartamento precedentemente prenotato su AirB&B. Piccoli e rapidi convenevoli, consegna chiavi e ciao. La prima marcia è inserita. Il bel tempo ci accompagna nel nostro girovagare. In realtà non abbiamo una meta, andiamo, osserviamo, facciamo foto finchè abbiamo voglia. Unico impegno improrogabile è intorno alle 19: aperitivo time!

Intanto procediamo verso Suvereto, ci separano 16km sulla sp18a: praticamente dentro il bosco. Wow! Una pace per i sensi. Lungo la strada Prata, poi Suvereto ma non ci fermiamo, c’è voglia di stare in sella; quindi Monterotondo Marittimo, dove c’è puzza di zolfo, ai lati delle strade poco fuori dal paese, ci sono degli sbuffi di vapore.

Ancora in sella, Sasso Pisano, Canneto. Ci fermiamo  a Monteverdi Marittimo. Due passi, ancora foto: il piccolo borgo ci ispira.

Alle 18,50 (puntualissimi!), ci  troviamo a sedere, uno davanti all’altra, separati da un tavolino tondo, a brindare alla serenità e ai viaggi che verranno, in un’enoteca di Castagneto Carducci, sulla via principale, dove domina, non molto grande a dire il vero, il mezzo busto del poeta.

E’ tempo di tornare verso Sassetta, veloce cambio d’abito, un’aggiustatina alla barba, un tocco leggero di trucco e alle 20,15 siamo ancora uno davanti l’altra. Il tavolo questa volta è quadrato, ed è dell’Art Cafè-Wine Bar Roma, che si trova sulla strada che attraversa Sassetta (via Roma, appunto). Locale molto carino, intimo, ben curato con un grande spazio esterno. Abbiamo mangiato da dio, antipasto, primo, secondo e un litro di vino rosso locale. Ottimo. La serata scivola via troppo velocemente, ancora un bicchiere, due piacevolissime chiacchiere con Simone (il gestore), al quale diamo appuntamento per la colazione del giorno dopo.

Ci alziamo con la pioggia, dalla finestra la campagna intorno a noi è umida, con una leggera nebbiolina che copre le cime degli  alberi. Non è freddo ma il caffè che beviamo in casa è molto gradito. Ci ricomponiamo per la colazione al bar Roma: due cappuccini, una fetta di torta, una brioche e ci accomodiamo nel giardino sotto un ombrellone. Nel frattempo la pioggia aumenta ma niente ci preoccupa. Ancora due caffè, parliamo un pò con Simone (troppo poco, sarei stato di più ma non ha mani sufficienti per accontentare i clienti al banco). Ci salutiamo, con la speranza di rivedersi.

sassettaCarichiamo la moto, ci assicuriamo che la casa sia in ordine e via, in sella sotto la pioggia che si è fatta insistente. La strada fino a Suvereto è magnifica. In realtà, la flora molto rigogliosa forma quasi un tunnel che, in parte ci protegge. La vegetazione, con la pioggia e l’umidità, la respiro, mi avvolge. Mi sento al sicuro. Procediamo con cautela fino a Baratti. La spiaggia dell’omonimo golfo, ci ricorda una sera d’estate di molti anni fa, quando decidemmo di pernottare sulla sabbia avvolti dal solo asciugamano. Ci svegliò il bagnino durante la pulizia della spiaggia.

Non troviamo grossi cambiamenti, a parte il parcheggio nella piazza che ora è a pagamento, c’è una baracchina per lo street food. I ristoranti e i bar che c’erano allora, ci sono anche oggi. Soprattutto ci fa piacere constatare che la spiaggia è rimasta esattamente come prima, nuda e cruda. Oggi è tutto bellissimo, non c’è quasi nessuno. Nel frattempo non piove più, facciamo una lunga camminata su tutta la spiaggia. Bellissimo, ma che fame! Assiette de charcuterie, birra corsa. dolce. Un caffè, anzi due.

Ovvia, è l’ora del ritorno ma con calma. Abbiamo voglia di stare in sella e l’aria è fresca. Si sta divinamente.

Continua qui il nostro viaggio alla scoperto dei borghi toscani in motocicletta.

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