Fuerteventura in 4 giorni, parte seconda

Riprendo l’esperienza canarina dal terzo giorno. La destinazione di questa mattina è El Cotillo. Sappiamo che ci sono delle bellissime spiagge, quindi vorremmo fare il bagno, considerato che la giornata si presenta con uno splendido sole. Quindi, appena arrivati a Puerto del Rosario seguiamo la FV-10, che ci porta direttamente a destinazione. Durante il percorso, sempre molto lunare, troviamo il Monte Tindaya, alto soli 400 metri ma dove sono state rinvenute incisioni rupestri sulle sue pendici e La Oliva che un tempo era la capitale dell’isola. Non troviamo niente altro fino al Faro del Tostón, pochi chilometri oltre El Cotillo. Merita una visita, costituito da tre torri di altezza diversa, i tre probabili fari nel corso del tempo, situato in una superba location. Dopo diverse foto torniamo indietro, pazziamo facilmente la macchina, compriamo qualcosa per il pranzo e ispezioniamo il piccolo villaggio di pescatori. Molto carino El Cotillo. Non ci sono residence giganteschi, solo abitazioni ad un piano e diversi locali tra le viuzze che servono tapas. Dal Castillo de Tostón, una tozza torre situata su di un promontorio, riusciamo a vedere la lingua di spiaggia sotto di noi. Ricca di onde, invasa da aspiranti surfer, vestiti di coloratissime mute. Risaliamo in macchina, raggiungiamo la spiaggia attraverso una strada sterrata. Parcheggiamo e dopo un secondo, siamo già in acqua. Bellissimo mescolarsi tra le onde e fingersi surfer. Pranzo e un sonnellino sono necessari. Lasciamo Camilla svenuta sulla spiaggia avvolta da numerosi teli, mentre io e Dania ci godiamo il mare con una lunga passeggiata. Non ci accorgiamo dello scorrere del tempo, un altro bagno, una birra e guardiamo incuriositi le lezioni dei gruppi di surfer. Il tramonto si sta avvicinando. Prima dell’applauso ci fermiamo incuriositi in un mulino, perfettamente tenuto (funzionerà ancora?). Dopo poco brindiamo con tre aperitivi (rigorosamente analcolico quello di Cami). Beviamo fino a quando il sole non scompare, infatti occorre il bis. Passeggiata nel paese e dopo una mezz’ora siamo a sedere in un bel ristorante, immaginiamo con una vista fantastica, infatti l’oscurità è ben presente. Mangiamo pesce freschissimo e il vino della casa , due bottiglie, va giù che è una meraviglia. Il prezzo di 73€ assolutamente onesto. Andare a pranzo al Restaurante Las Marismas quando la luce del sole è ben presente, dev’essere una meraviglia per la vista, oltre che del palato.


È venerdì, il giorno della partenza. Stamani non c’è il sole ad attenderci (il nostro aspetto deve essere veramente terribile), ma solo pioggia. Pazienza, il nostro itinerario resta invariato. Abbiamo avvertito Cristina che partiremo presto e lasceremo le chiavi sul tavolo. Mentre lei ci dà l’ok, rassettiamo l’appartamento, facciamo colazione. Tutto pronto, borse in macchina, destinazione La Oliva: stamani c’è il mercato e quindi la possibilità di comprare prodotti locali. Pane e soprattutto il famoso formaggio di Fuerteventura, il queso majorero, alla base della cucina isolana. Due passi per la cittadina, dove la Iglesias de Nuestra Senora de la Candelaria è il centro del paese. Ci sediamo al chiostro della piazza per tre caffè cortado, prima di raggiungere la nostra ultima meta: le spiagge opposte alle dune, saranno la location del nostro pranzo. Se non piove. Non pioverà. Ci divertiamo un po’ sulla spiaggia, facciamo foto, con uno sguardo preoccupato al cielo plumbeo. Guardiamo l’ora, è tempo del ritorno. Ci cambiamo i vestiti, tra qualche ora sarà il freddo ad attenderci. Restituiamo le chiavi della fantastica 500. Dopo il check-in ci rilassiamo davanti a due birrette che, ne sono sicuro, sì ripresenteranno sull’aereo in modo impellente. Siamo in attesa del l’imbarco. Come quando mia mamma mi svegliava per andare a scuola, la risposta era sempre “altri cinque minuti “, anche noi vorremmo che l’imbarco ritardasse all’infinito. Naturalmente scuola e lavoro devono riprendere il loro corso. Una vacanza positiva, emozionante. Bella averla goduta in tre. Da ripetere, magari nelle vacanze di Natale dell’anno prossimo, quando il sole è al top e un bagno nella notte di San Silvestro, dev’essere fantastico!

Hasta luego

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