francia il primo viaggio in moto

Francia, primo viaggio in motocicletta

Francia, un attimo che arriviamo.

Forse vado controcorrente ma la Francia mi piace parecchio. Mi è sempre piaciuta.  I francesi non sono poi così male. Certo, parlo solo da visitatore anche se per diverse volte, perché non l’ho mai abitata. Però, ho sempre mangiato e bevuto bene, e questo aiuta molto.

La Francia mi ricorda, inevitabilmente, il primo viaggio vero  in motocicletta con Dania. Giugno 1999. Moto nuova di pacca, una favolosa Honda Transalp 600 (sconsiglio di intraprendere lunghi viaggi con moto nuova) caricata di tutto punto.

Ma il primo viaggio in Francia, è anche il viaggio della borsa laterale che prende fuoco all’altezza di Carrara. Quindi ritorno a Firenze, nuova messa a punto della moto che ci costa tre giorni di vacanza. Alla partenza bis, Firenze~Aix-en-Provence tutto d’un fiato, 600km volati via in un baleno. Un baleno…insomma. Arrivati al crepuscolo, subito alla ricerca di un campeggio, issata la tenda e cena veloce. Poi, sonno profondo.

Francia, finalmente.

Anche la seconda tappa non è stata da poco (circa 800km). Ancora una volta, tutta d’un fiato, verso il campeggio alle porte della capitale francese: il Bois de Boulogne, nella zona nord occidentale, nel 16mo arrondissement. Bellissimo campeggio. Una piazzola molto grande tutta per noi, con acqua ed elettricità incluse. Inoltre, Parigi raggiungibile comodamente con treno.

A proposito, se non vuoi arrivare impreparato per il campeggio leggi qui, necessaire per il campeggio in motocicletta. 

Il primo viaggio, lo ricordo anche per le autostrade infinite, larghissime e circondate da un paesaggio incredibile. La A7 che dopo Lione si trasforma in A6 e che, quasi per mano, porta fino a Parigi.

Ricordo l’entusiasmo, il coraggio ma anche la paura del primo vero viaggio. Del nostro abbigliamento tecnico costituito da giubbotto di jeans e piumino senza maniche e pantaloni di plastica, freddi da morire ma effetto sauna appena usciva un raggio di sole. Le macchine fotografiche digitali, iniziano a fare la loro comparsa, noi però, abbiamo sempre il rullino e facciamo gli autoscatti

Parigi a piedi.

Ricordo anche i chilometri fatti a piedi per girare Parigi, dalla Tour Eiffel al Louvre, da Montmartre agli Champs Elysée, dal Quartier Latin a Notre Dame al Musee d’Orsay, senza accusare un minimo dolore (la gioventù!). Il segreto è stato farsi aiutare negli spostamenti, da le bateau mouche e dalla spettacolare metropolitana, un mondo a se, da visitare assolutamente.

Le Mont Saint Michel

Ma la Francia non è solo Parigi. Decidemmo perciò di spostarci. La destinazione fu Le Mont Saint Michel. Non riuscivamo ad uscire dal traffico Parigino, poi, finalmente, grazie alle indicazioni di un buon uomo, imboccammo la strada giusta e alle dieci di sera ma con ancora una luce stupefacente, raggiungemmo il favoloso monastero. Impossibile dimenticare l’alloggio. Il nostro primo B&B, che forse, in Italia non erano ancora così fiorenti. In una villetta di due piani, a due passi da Le Mont, ci accolsero due anziani signori, pagamento anticipato, una camera deliziosa con bagno e una colazione da sballo: baguette buonissima, burro e marmellata fatti da loro, café au lait , tutto molto abbondante.

Non restare a bocca aperta davanti allo scenario incredibile che offre l’abbazia medioevale è praticamente impossibile. Costituisce già una curiosità, il fatto che Le Mont-Saint-Michel è un comune di 44 abitanti, mentre con il Mont Saint-Michel si indica l’isolotto o la collina, a seconda delle maree, il che lo rende unico al mondo. Altri edifici storici fanno da contorno all’abbazia e la statua di San Michele, in onore del quale fu costruito il santuario, si trova in cima alla guglia della chiesa. Il panorama che si può godere dalla collina è sbalorditivo. Una visita è sicuramente obbligatoria.

Il ritorno

Il nostro incanto finì dopo tre giorni, rimanemmo quanto era possibile. Il ritorno fu una corsa contro il tempo: da Le Mont-Saint-Michel arrivammo a Narbona molto tardi e l’unico albergo che ci concesse pernottamento lo trovammo in una zona poco raccomandabile. Ma la stanchezza era tale che non facemmo caso a niente. Neanche al letto. Il giorno dopo, fu addio alla Francia. Non riuscimmo a raggiungere Firenze in un solo giorno, decidemmo saggiamente, di fare una fermata intermedia a Genova.

Ecco, in poche parole, la nostra prima avventura in motocicletta. La Francia è rimasta dentro di noi. Esperienza incredibile, densa di emozioni, concentrata purtroppo, in pochi giorni. Accidenti, son passate quasi due decadi; nel frattempo abbiamo acquisito esperienza di viaggio e accumulato voglia di  viaggiare incondizionatamente.
Ovvia, partiamo!

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