Arezzo e Valtiberina in motocicletta

Arezzo

Qualche giorno libero davanti a noi, quindi lo spostamento in sella è d’obbligo. La meta fissata è Arezzo e la Valtiberina. L’eccitazione per la partenza è la causa di una notte travagliata per entrambi. Alle ore 6, perciò, già in piedi a far colazione. Un occhio alla cartina e Arezzo nel mirino. Il nostro spauracchio è il maltempo che sta incombendo un pò ovunque in modalità random. Auspichiamo nella buona sorte. Tre ore ci separano da Arezzo, decidiamo per la FI-PI-LI fino a Ginestra F.na e poi, seguendo in parte la sr222, attraversiamo i Monti del Chianti.

Grazie al sole sopra di noi, il passaggio in moto è molto divertente. Facciamo colazione a Radda in Chianti e raggiungiamo Arezzo intorno alle 12. Sorseggiamo una birra, nell’attesa di prendere possesso della stanza. Ci divincoliamo dalle necessità burocratiche e con le chiavi in tasca ci fermiamo per un semplice pasto.  Risaliamo in moto e scendiamo dopo una manciata di chilometri: piove troppo forte, la visibilità è ridotta ai minimi termini. Torniamo in stanza, ci cambiamo rapidamente e…voilà! Pronti per conoscere Arezzo.

Camminando per la città di Arezzo

Arezzo ha un centro storico molto ampio all’interno della grande cittadella, dove fare due passi è piacevolissimo, circondati da chiese e palazzi. La cittadella è divisa in due dalla passeggiata principale, Corso Italia, che quasi si affaccia ad una delle piazze più spettacolari della Toscana.

Piazza Grande, che oltre ad essere il fulcro della vita sociale di Arezzo fin dal 1200, fa dell’inclinazione la sua particolarità. Dal punto più basso al punto più alto infatti, ci sono più di dieci metri di dislivello. All’estremità della piazza, bar e negozi vari, si trovano sotto i portici del Palazzo delle Logge, progettato da Vasari nel XVI secolo; il Palazzo della Fraternita dei Laici, sovrasta la piazza con la sua Torre dove è possibile salire per vedere il movimento degli ingranaggi dell’orologio che la caratterizza.

Nella Cappella Maggiore della Basilica di S. Francesco, sono conservati i dieci dipinti di Piero della Francesca che narrano la storia del legno dove venne crocifisso Gesù, realizzati a cavallo della metà del 1400. La leggenda della vera croce merita sicuramente una visita. Dopo tanto camminare, i Giardini del Passeggio del Prato, sono sicuramente un luogo magnifico di riposo, da cui si gode uno splendido panorama.

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Arezzo, Piazza Grande

Impossibile vedere tutto ciò che viene offerto in qualche ora pomeridiana, ma siamo soddisfatti e dopo una meritata cena, il riposo è d’obbligo.

Verso la Valtiberina

Come sempre, ci svegliamo di buon ora e la luce filtra decisa dalle finestre. Il sorriso si stampa sui nostri volti e così giulivi prepariamo le borse e facciamo colazione.

Usciamo facilmente da Arezzo e grazie alla ss73, ci dirigiamo verso la Valtiberina. La strada, intesa come asfalto, è pessima, soprattutto nel tratto a quattro corsie. Procediamo perciò con cautela, anche perchè, veniamo distratti da ciò che ci circonda. La valle inizia a delinearsi ed è bellissima. Il verde compare in tutte le sue scale, forse è merito delle acque del Tevere , comunque, questa terra di confine tra Toscana, Umbria, Marche e Romagna lascia senza fiato.

Monterchi

Dopo circa 30 chilometri e con una breve deviazione dalla ss73, ci fermiamo a Monterchi. Una piccola strada intorno alle mura, una piazza, una rocca, un arco e poche abitazioni, sono gli elementi caratteristici di questo incredibile borgo; ricostruito nelle sue parti essenziali dopo il terremoto del 1917 e, per volere del popolo, in memoria delle vittime della Prima Guerra Mondiale, come viene ricordato dalla targa sulla Torre Civica. Davanti alla torre, un piccolo terrazzamento, dove si manifesta la valle in tutta la sua bellezza. Noi non possiamo far altro che osservare. In silenzio.

Poco fuori dal borgo, nel museo di Monterchi, è esposto l’affresco di Piero della Francesca La Madonna del parto. Per gli appassionati d’arte, da non perdere. Noi, seguendo la nostra tabella di marcia, riprendiamo la ss73 in direzione Sansepolcro e ci fermiamo ad Anghiari.

Anghiari

Un altro stupefacente borgo, famoso per la “battaglia” che sanzionò il dominio fiorentino in Toscana a discapito di Milano (con museo annesso). Curioso e affascinante camminare per le stradine nei continui saliscendi. Dalle mura della maestosa Rocca, il panorama della valle è incredibile. E’ il luogo della nostra merenda.

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Anghiari
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Monterchi

La strada che separa Anghiari da Sansepolcro è un curioso rettilineo di otto chilometri. Questa volta, contravvenendo all’itinerario stabilito, non ci fermiamo nel centro più popoloso della Valle ma, poco prima del paese, deviamo in direzione Rimini, imboccando la sr258.

Valtiberina

La voglia di stare in sella è completamente ripagata da questo percorso, delirante per i viaggiatori in motocicletta. L’asfalto perfetto e la strada mai troppo stretta, permettono di inclinare la moto quanto basta per divertirsi. Il traffico è molto scarso, questo accentua la voglia di fermarsi solo a serbatoio vuoto. Quindi il dilemma: godiamo solo della strada, senza ammirare ciò che il paesaggio offre? Così, troviamo il compromesso grazie ad un piccolo slargo della strada, per fare foto e commentare ciò che abbiamo davanti agli occhi. Vorremmo arrivare fino a Rimini, ma il sole, che fino ad ora ci ha accompagnato, sta per avere brutta compagnia. Quindi, dopo Viamaggio e Badia Tedalda, nei pressi di Molino di Bascio, facciamo il giro di boa riprendendo la strada 258 della Marecchia.

Monte Fumaiolo alla sorgente del Tevere

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Monte Fumaiolo
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sr258 della Marecchia

Fortunatamente il sole resta ancorato al cielo, quindi cambiamo ancora l’itinerario e deviamo verso Balze e il Monte Fumaiolo (circa 1400mt), la sorgente del fume Tevere. Ci fermiamo al termine della scalata per un pò d’acqua e due parole con dei ciclisti esausti, in attesa dei loro colleghi di passione. A questo punto le nuvole prendono possesso del cielo e la pioggia, inesorabile, inizia la sua azione di disturbo poco prima di entrare in autostrada ad Arezzo, non lasciandoci  più fino a Firenze, dove dormiamo.

Facciamo l’Eroica, anzi no

Il bel tempo mattutino ci inganna sempre. Con il cielo terso, la voglia di stare in sella e il pieno di benzina ci spostiamo a Gaiole in Chianti, dove vorremmo percorrere un pò di strade bianche, sollevare un pò di polvere: in poche parole ripercorrere una parte de l’Eroica, il magnifico percorso tra polvere ed asfalto,  tra le colline toscane.

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Gaiole in Chianti

Tutto bello, tranne il diluvio che si abbatte sul paese. La pioggia non accenna a diminuire e dopo circa trenta minuti, decidiamo di tornare a casa. Con calma. Molta calma. Prudenza resa ancor più necessaria a causa delle strade ricoperte di acqua e fango. Così, arriviamo a Livorno dopo quasi di tre ore,  con una gran voglia di una doccia calda. Stremati ma comunque appagati!

Con questo articolo, dove raccontiamo della nostra gita in una parte della Toscana poco battuta dal turismo di massa, vogliamo partecipare all’iniziativa #raccontamilatoscana  www.destinazionetoscana.it

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