Passo del Gran San Bernardo in motocicletta.

 La partenza

Trovarsi in Val d’Aosta, dove il tempo cambia repentinamente (classico delle montagne, mi dicono) e svegliarsi la mattina con un cielo splendente, apre gli orizzonti del programma di viaggio del giorno. Quindi, colazione e in sella, destinazione: la Svizzera. Attraversando il  Passo del Gran San Bernardo

Orientarsi in Val d’Aosta mi è sembrato molto semplice, basta imboccare la ss26 che divide la regione in due e decidere la direzione da prendere, Courmayeur a ovest, oppure Aosta (o Torino dall’altra parte). Niente di più!

Il nostro soggiorno Valdostano è stato a Roumiod, ad una manciata di chilometri da Aosta. Quindi, appena abbiamo raggiunto la strada statale 26, ci siamo diretti verso il capoluogo e seguito le indicazioni per la E27 , per iniziare poi la salita (in questa regione si sale sempre!) 

La strada

La strada è  bella, larga, guido con assoluta serenità. Sono un tutt’uno con il mondo che mi circonda. Attraversiamo diversi paesini e ci fermiamo per il caffè di rito, accompagnato da un dolcetto e ripartiamo.  Per 65km  viaggiamo sul velluto. Non ci sono sussulti, anche la moto ringrazia per la sobrietà dell’asfalto.

Le indicazioni ci portano sulla s27 verso Saint Remy en Bosses, da dove inizia il vero godimento e per i successivi 20km, che ci porteranno alla vetta. Ora saliamo per davvero, sembra quasi un’arrampicata.  Panorama bellissimo, mi sento fortunato.

Anche il motociclista che incrociamo  deve pensarla come me, per salutarmi allunga talmente tanto il braccio che per poco non ci diamo il cinque! La strada mi permette di inclinare la moto, forse anche oltre le mie possibilità, ma mi sento assolutamente tranquillo. Non corro rischi. C’è Dania che, comunque, con due colpetti ai fianchi, mi riporta ad una guida più pacata. Obbedisco.

La vetta

Arrivati alla vetta, parcheggiamo la moto, a fianco del  Lago del Colle del Gran San Bernardo. Facciamo subito conoscenza con due signori vespisti, bolognesi, assidui frequentatori del luogo, nonchè giramondo con i loro mezzi,  che ci mostrano il convento dei francescani, l’edificio enorme opposto al lago, che domina la valle e, più a destra, la casa di allevamento dei cani S. Bernardo.

Siamo a 2473mt. L’aria è fresca, situazione ideale per godere del nostro pranzo al sacco, in riva al lago. In un attimo, la coperta per l’occasione è stesa (ebbene si, abbiamo anche la coperta da picnic! ).  

Finito il lauto pasto, due caffè al rifugio~ristorante stracolmo di gente (si deve mangiar bene…). Pronti per allacciare i caschi e andare in Svizzera. Infatti, basta oltrepassare il convento e il gioco è fatto. In realtà l’idea è raggiungere  Martigny, primo baluardo della Svizzera. La strada è invitante, i km per raggiungerlo un pò meno, circa 45. Non abbiamo voglia. Infatti dopo 5km, foto e torniamo indietro. Al ritorno, fermata obbligatoria per comprare prodotti locali: sulla strada,  sopra un poggio,  una casa bellina bellina con pascoli intorno.

 Casina bellina bellina sul poggio, per acquisto prodotti locali

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