Passo del Piccolo San Bernardo

 Piccolo San Bernardo

Difficile per noi, dimenticare i prossimi 260km. Adrenalina pura, ma anche freddo, nervosismo, stanchezza e appagamento. Chi decide di venire in Val D’Aosta su due ruote, non può non fare questa strada. La partenza, sempre di buon mattino, dopo un’ abbondante colazione,  verso la prima tappa del giorno: il Passo del Piccolo San Bernardo. Facilissimo, sulla  ss26 della Valle d’Aosta in direzione Courmayeur,  seguiamo le indicazioni Près Saint Didier  (paesino delle famose terme) e iniziamo a salire.

Le segnalazioni verticali ci indicano il numero dei tornanti (alla fine sono otto), l’asfalto è una serpentina scura, di rara perfezione che permette alla moto di andare giù senza scossoni. La temperatura iniziale di circa 28°C inizia a scendere, ma è soprattutto  il vento che ci accompagna a farsi sentire.

Il Passo del Piccolo San Bernardo non è lontano ma siamo obbligati a fermarci: Dania si toglie i pantaloncini e si mette dei leggins; a me che sono in bermuda, presta i calzettoni comprati sul Cervino. Fortunatamente abbiamo deciso di partire con le giacche tecniche ma prive dell’imbottitura. Ripartiamo sicuri che il freddo non può più  farci male. Continuiamo a salire per raggiungere il Passo del Piccolo San Bernardo, il colore dominante intorno a noi è il verde, nelle diverse tonalità. L’aria ora, è piacevolmente fresca, pura. Procediamo con calma fino al rifugio che indica che il traguardo è stato raggiunto, siamo arrivati al Passo del Piccolo San Bernardo.

Passo del Piccolo San Bernardo
Passo del Piccolo San Bernardo

 Il Passo del Piccolo San Bernardo  si trova a 2188mt. Il display sulla moto ci ricorda i 13°C, senza tener conto che il vento ha aumentato la sua intensità. Scendiamo infreddoliti  e ci tuffiamo nel rifugio, Bar du Lac e questa volta non chiediamo due birre, ma due cioccolate calde! Dopo una buona mezz’ora decidiamo di proseguire oltre il confine, il cielo è azzurro,  il sole c’è e ci auguriamo possa anche riscaldarci.

Col de l’Iseran

Lasciamo il Passo del Piccolo San Bernardo, soprattutto il calduccio del rifugio, un pò contro voglia. Ma vogliamo raggiungere una delle mete motociclistiche più ambite. Quelle da aggiungere con orgoglio al proprio curriculum su due ruote. Un po per sfida, quindi,  varchiamo il confine.

Il panorama cambia e cambia anche la strada. Non è più un biliardo ma  simile ad un campo appena arato e senza nessuna protezione ai bordi. Sono distratto dalla bellissima valle intorno a noi e allo stesso tempo, dallo strapiombo alla mia destra. Naturalmente la strada è molto molto stretta, sono costretto a percorrerla al centro e ad allargarmi  (non troppo) quando incrocio altre moto. Insomma, massima attenzione alla guida, poche distrazioni e adrenalina che supera il livello di guardia. Quasi non ci accorgiamo che la temperatura è salita, il paese che andiamo ad incontrare dopo una ventina di km mozzafiato è Bg. St. Maurice. Ora è troppo caldo!

Scivoliamo verso la  Val d’Isere, attraversando tutto il paese con varie rotonde e puntiamo decisi (con la D902) verso il Col de l’Iseran. Dal paese alla vetta sono solo 17 km. Infiniti. Un mix di emozioni ci avvolge, la strada, strettissima, non permette distrazioni e fermarsi non è semplicissimo. I giganti intorno a noi, alcuni con le punte ancora innevate, sembrano così vicini da poterli sfiorare, basta allungare una mano. In pratica 17km quasi in apnea, poi…finalmente il rifugio!

col de l’Iseran

È freddo, molto più freddo dei 10°C riportati; anche qui il vento è forte. Abbiamo fame e siamo un pò nervosi. Purtroppo i panini quasi immangiabili, le birre e il prezzo pagato per questo mini break, non placano il nostro stato d’animo. Lungo la strada del ritorno, portiamo ancora del malumore con noi, forse la stanchezza, forse ancora un poco infreddoliti. Lo stop a Près Saint Didier è un toccasana. Ci rilassiamo. Due chiacchiere, due calici. La temperatura corporea viene ripristinata. Il malumore è ormai un ricordo!

 

 

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