Monte Bianco

Monte Bianco

Verso la vetta

Stamani è il giorno. Il giorno del Monte Bianco. Finalmente saliamo sul magnifico Skyway. Usciamo velocemente di casa, imbocchiamo la ss26 in direzione Courmayeur. Circa 40 minuti ci separano dal parcheggio della magnifica funivia, ai piedi del Traforo del Monte Bianco. A fianco del parcheggio si palesa la prima stazione, Courmayeur, il punto di partenza  e biglietteria (1300 metri).

Ci mettiamo subito in fila perchè non siamo soli, ma la coda scorre senza intoppi. Paghiamo per un biglietto intero (49 euro a testa A/R), che ci porterà fino ai 3466 metri di Punta Helbronner, passando per i 2200 metri della stazione intermedia di Pavillon du Mont-Fréty. Non so cosa ci aspetta, la sensazione è di essere in attesa per le montagne russe.

Una volta acquistato il biglietto, ci mettiamo in attesa del disco volante. Sì, perchè è di questo che si tratta: un’immensa cabina circolare in vetro che ruota anche su se stessa,  per una panoramica a 360 gradi senza precedenti. Veramente da togliere il fiato.

La salita

Appena dentro la cabina, ci dirigiamo verso la parete di vetro. Il panorama che si presenta davanti a noi, misto all’emozionante salita, è veramente un pugno allo stomaco. E’ bellissimo. Decidiamo di non spezzare l’incantesimo e di fermarci solo alla vetta (Punta Helbronner). I 3466 metri si fanno sentire nell’immediato con un po di vertigini. Occorre assestarci un attimo affinchè tutto torni a posto. Vaghiamo per la stazione ed è tutto estremamente tecnologico.Monte Bianco

L’impatto è incredibile, siamo circondati da legno, vetro e acciaio. Un po intimoriti, ci avviciniamo verso la Sala Monte Bianco che, grazie alla prospettiva e alle vetrate, permette di toccare il tetto d’Europa. O almeno pare di poterlo fare. Per una vista senza barriere invece, c’è la terrazza a 360 gradi. L’azzurro del cielo, il bianco dei ghiacciai, la neve che non copre completamente queste maestosità per lunghi tratti, le nuvole che sembrano stazionare sulle vette con giochi di prestigio, formano un quadro di rara bellezza. L’esperienza si completa se si ha la fortuna di percepire il silenzio (ovvero trovando pochissime persone sulla terrazza!)Monte Bianco

Il Rifugio Torino

Dalla stazione di Punta Helbronner , percorriamo un tunnel freddo che porta al Rifugio Torino, costruito dal Club Alpino Italiano (CAI) negli Anni 50 e rimodernato solo nello stesso periodo dell’inaugurazione dello Skyway  (2015). Dal Rifugio si può accedere all’esterno, quindi una passeggiata tra ghiaccio e neve è senz’altro doverosa. L’aria è frizzante. E’ bellissimo. Anche Dania, che solitamente non ama la montagna e le temperature sotto i 18 gradi C, è eccitata. Pare a suo agio a -4 gradi C. Impossibile non essere fagocitati dal luogo: i piedi che affondano nella neve, le cime ghiacciate circondate da nuovole e le tende degli scalatori, piantate nel ghiaccio, che, con i loro colori, interrompono il tappeto bianco che  la natura ci mostra.

La montagna mette appetito, noi naturalmente, concordiamo in pieno con questa massima. Rientriamo al rifugio, pranzando nell’accogliente mensa, con polenta al sugo e un bicchiere di vino. Peccato non poter passare una notte in questo posto magico. Condizione necessaria è avere un sacco a pelo. Il Rifugio Torino può ospitare fino a 160 persone, suddivise in varie tipologie di camere. I bagni al piano, sono in comune e viene raccomandato l’utilizzo parsimonioso delle docce e della toilette, visto la scarsità cronica dell’acqua. Poi c’è la stanza 31, ideale per chi vuole maggiore intimità, per le famiglie, per  i disabili.

Aguille du midi

Oggi è il giorno dedicato al Monte Bianco, quindi non ci spaventano le due ore di attesa per prendere l’altra funivia che ci porta a Chamonix: Aguille du midi. Il prezzo è interessante, 60 euro a testa A/R. Le cabine  sono di quattro posti e sono a gruppi di tre. Con noi salgono moglie e marito, pensionati, lui professore di geologia: sarà il nostro Cicerone. Il percorso di 5km ha una durata di 30 minuti.Monte BiancoMonte Bianco

Il viaggio con questa teleferica è veramente sensazionale, è un vero e proprio passaggio nel vuoto. Le cabine si fermano spesso (a circa 3500 metri d’altezza), affinchè lo spettatore possa godere a pieno di queste immense vette, primo fra tutti il  Dente del Gigante, la vetta dal profilo particolare che si trova nel confine tra Alpi francesi e italiane a poco più di 4000 metri; ma anche la vista delle immense vallate ghiacciate, solcate dagli alpinisti, sono incredibilmente belle. Io e Dania ci giriamo in continuazione, per cercare di perdere il meno possibile dello spettacolo che si palesa ai nostri occhi. I 30 minuti passano troppo velocemente.Monte Bianco

Manca il respiro

La stazione  Aguille du midi , considerati i suoi 3777 metri di altezza, permette una vista a 360 gradi di Alpi Francesi, Italiane e Svizzere. Per rendere l’esperienza ancora più memorabile, io e Dania, prendiamo l’ascensore che permette di accedere alla terrazza esterna a 3842 metri. La vista sul Monte Bianco è davvero incredibile e imperdibile. Assolutamente fantastica!

Non riusciamo a stare molto, in realtà, perchè il respiro si fa sempre più affannoso, accompagnato da lievi capogiri. D’altra parte, noi siamo abituati al livello del mare! Questa è, comunque, un’esperienza che consigliamo vivamente a tutti coloro che arrivano in Val d’Aosta.

Durante il ritorno verso Courmayeur, ci siamo soffermati alla stazione intermedia dello Skyway : Pavillon du Mont-Frety . Ideale per una merenda o per un poco di riposo, grazie all’ampio giardino esterno. Inoltre è dotata di cantina, con produzione di spumante a oltre 2000 metri ( che però, non abbiamo testato) e di negozi vari per chi ama lo shopping d’altura.

Rientriamo verso il nostro appartamento che è già a sera inoltrata. Prima però, il pit stop per un aperitivo è fondamentale per scambiarsi impressioni su ciò che abbiamo appena vissuto. Oggi pochissimi chilometri in motocicletta, ma quante emozioni!

 

 

 

 

 

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