cinque terre

Cinque Terre non solo in motocicletta

Cinque Terre, la sveglia

Sebbene sia un bel dì di festa, il suono gracchiante della sveglia, segna presente alle nove in punto. D’altra parte aver scelto di muoversi su rotaia quando siamo in tre, ha i suoi obblighi.

L’orario è uno di quelli. Stamani, infatti, andiamo alle Cinque Terre.

Io e Dania siamo stati molte volte in questo angolo di paradiso, sempre in moto però. In treno è la prima volta.

Le Cinque Terre sono sempre meravigliose, mezzo di trasporto a parte. Il treno è comodo, giunti a La Spezia, prendiamo il super regionale Cinque Terre Express, che arriva fino a Monterosso. Sono circa venticinque minuti di galleria, intervallati dalle stazioni di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

Nei frammenti fuori dai tunnel, il panorama è incantevole, suggestivo. Il treno, che ho battezzato Super Regionale, è fatiscente ma è il suo bello. Purtroppo però, non riusciamo a fare foto decenti, causa vetri graffiatissimi, da non poter vedere al meglio ciò che c’è fuori.

Corniglia

La prima fermata che decidiamo di fare è a Corniglia. C’è tantissima gente, la stretta banchina della minuscola stazione, pullula di turisti, il brusio che emerge non parla italiano.

Occorre fare attenzione per non finire sui binari. Usciti dalla stazione, una serpentina di scale, ci accompagna al centro dello splendido borgo (per i più pigri c’è un comodo bus navetta).

Facciamo un giro per le viuzze, sempre in salita, sempre con scalini. Le case di Corniglia sono un’esplosione di colori, non sono una accanto all’altra, ma appiccicate talmente tanto, che sembrano di più, rispetto allo spazio disponibile. I continui saliscendi, muovono in noi un certo appetito.

I locali di Corniglia dediti alla ristorazione sono presi d’assalto, anche la piazzetta principale è gremita fino all’impossibile e di tavolini vuoti non se ne parla. Decidiamo di continuare a camminare su per una stradina, apparentemente poco battuta, seguiamo l’indicazione del Ristorante Cecio , giriamo l’angolo e incredibilmente, ci sono tavoli liberi.

L’oste ci fa accomodare, anticipando che occorre aspettare un poco. Per noi non c’è problema, parliamo del sole e della luna, del cielo e del mare, sorseggiando del vino bianco che va giù che è un piacere (per Cami  acqua gassata).

Occorrono le canoniche due bottiglie per finire il pasto che, in realtà, non si fa attendere molto. Mangiamo con appetito le portate e ci alziamo soddisfatti.

Monterosso al mare

Riprendiamo il treno  verso Monterosso, dove la stazione è sul mare. Scendiamo qualche scalino e siamo già immersi nel flusso turistico della strada principale.

Monterosso è la più grande delle Cinque Terre e il mare è (a parer nostro), più bello e può godere di una buona lingua di spiaggia, oggi priva di bagnanti.

Proseguiamo nella nostra passeggiata, attraversiamo la galleria, la piazza, raggiungiamo la chiesa e continuiamo verso le viuzze attigue. Sono già passate le 18 da diversi minuti, quindi ci fermiamo per un aperitivo, alla Pasticceria-Bar Laura e non restiamo delusi.

Il tagliere che la padrona del bar ci porta insieme ai tre bicchieri (quello di Camilla analcolico), è meraviglioso, variopinto e buonissimo.

Ci godiamo il momento, tra una chiacchiera e l’altra. Mi piace quando riusciamo a cazzeggiare insieme.

Camilla è una buona compagna di viaggio, pare sia già molto esperta nel muoversi nonostante la giovane età. I cocktails entrano in circolo, siamo euforici (nutro dei dubbi che Camilla ha bevuto un analcolico, non l’ho assaggiato!).

Salutiamo Le Cinque Terre

Finiamo il giro e torniamo verso la stazione. Non posso più comprare il biglietto del treno diretto a Livorno, l’unico disponibile necessita di due cambi: La Spezia Centrale e S. Stefano di Magra. Vabbene lo stesso, anche se il giro è un poco più largo, l’arrivo a Livorno è previsto per le 22.01.

Le Cinque Terre sono ormai alle spalle, durante la tratta ci divertiamo, facciamo foto, insomma si ruzza un pò e il tempo scorre via veloce.

E’ curioso osservare le persone che si alternano sul vagone e sui sedili vicinno ai nostri. Ci sediamo e non c’è nessuno, bastano poche fermate e  il vagone si trasforma in una Torre di Babele.

Azzecchiamo i cambi, tutti i treni sono in orario. L’arrivo a Livorno è puntuale.

E’ ancora presto per nascondersi sotto le lenzuola, facciamo un brindisi alle Cinque Terre che ci hanno regalato una splendida giornata!

Ecco un piccolo riassunto video sulla giornata trascorsa alle Cinque Terre in treno. 

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle Cinque Terre, leggi qui un post dettagliato su cosa fare e vedere alle Cinque Terre.

 

 

 

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