pintura 1380 metri

Bolognola, attraversando i Monti Sibillini

Il piazzale dove è piazzata la nostra piccola tenda mostra la bellezza e la maestosità del Monte Vettore, è quindi la prima foto che abbiamo appena svegli.

Complice il bellissimo cielo macchiato da qualche nuvola bianchissima e l’aria frizzante, la voglia di far chilometri stamani è forte. Dopo una veloce colazione infatti saltiamo in sella e subito diamo gas.

Il nostro obiettivo è Bolognola piccolo paese situato al centro dei Monti Sibillini a circa 1300 metri s.l.m. perciò nel cuore delle Marche montuose.

La prima parte del percorso

La prima parte del percorso ad anello che abbiamo in mente parte subito male, sbaglio strada e questo ci porta a perdere circa un’ora e a percorrere 50 chilometri inutilmente. Riprendiamo la bussola e il sorriso torna sotto i caschi.

In pratica attraversiamo tutti i Monti Sibillini con partenza da Pretare nei pressi del camping Vettore seguiamo per Montemonaco e poi attraversando vari paesi e borghi arriviamo a Bolognola .

un giro nel piccolo paese di montemonaco

Questa prima parte di strada è molto divertente spesso si insinua dentro il bosco, le curve si susseguono con impressionante regolarità, i caschi sempre con mentoniera alzata ci permettono di apprezzare l’aria ancora fresca. L’asfalto però non permette sempre grandi performance in curva.

Ci concediamo una pausa a Montemonaco. Un borgo che merita sicuramente una sosta, la vista che mostrano i giardini della rocca è notevole. Almeno per quanto abbiamo visto, il passaggio del terremoto in questo paese è contenuto nella messa in sicurezza di molte costruzioni ma non si vedono macerie.

Dopo un ottimo spuntino da Grilli proprio sulla strada, montiamo in sella e ci concediamo una deviazione verso la Gola dell’Infernaccio. Ahimè non è possibile arrivare fino al sito in moto. Capiamo sul posto che si tratta di un’affascinante escursione nella suggestiva Gola scavata dal fiume Tenna che modificando il paesaggio ha reso l’ambiente circostante selvaggio e unico. Desistiamo dalla camminata all’interno del bosco di circa un’ora che diventano due per arrivare al Santuario Chiesa della Madonna dell’Ambro.

Riprendiamo perciò la strada e ripercorriamo a ritroso il piccolo e divertente sterrato che offre un bel panorama, seguiamo le indicazioni per Montefortino.

La strada è sempre molto divertente e piacevole, l’andatura a filo di gas permette di osservare il paesaggio circostante. Ci fermiamo in una bella piazza nei pressi di un arco nel paese di Amandola, stop reso necessario per chiedere informazioni per raggiungere Bolognola.

Chiedo ad un ragazzo in un bar che è molto felice di darmi indicazioni in quanto collega di ferro. Mi da tutte le indicazioni possibili, anche troppo dettagliato la mia memoria non è il massimo, e riprendiamo la strada. La meta dista poco meno di un’ora.

Appena superato l’arco la strada eccelle nella goduria, casco chiuso e intento una guida sportiva fino a quando Dania mi riporta nei ranghi. Ci avviciniamo all’obiettivo e i tornanti e le curve si sprecano e il paesaggio è splendido. Il verde dei prati intorno a noi (evidentemente bianco nei mesi invernali) è incorniciato da una magnifica catena montuosa.

Occorre per forza una fermata, arriviamo in prossimità del cartello Pintura a 1380 metri s.l.m. e fermiamo la motocicletta ai margini della strada. Il panorama intorno a noi è bellissimo, l’aria frizzante e l’assoluto silenzio rende tutto molto suggestivo.

La seconda parte del percorso

nei pressi di pintura

Difficile saltare ancora in sella ma la fame di vedere altri luoghi e macinare chilometri è ai massimi livelli. Oltrepassiamo Bolognola e nella seconda parte del percorso il primo stop è Fiastra dove ci fermiamo per una birra. Solo uno sguardo al lago del piccolo paese che meriterebbe molto di più, magari essere navigato con una canoa.

fiastra durante la partita di ruzzola

Proseguiamo la nostra navigazione stradale seguendo le indicazioni per Visso, la deviazione arriva dopo pochi chilometri a sinistra. Prima della ripida salita un cartello ci avverte di fare attenzione per “gara di ruzzola in corso!” . Con cautela e curiosità imbocchiamo la stretta salita e le prime maglie multicolor dei giocatori si palesano davanti a noi. Avanziamo a scatti, in pratica ogniqualvolta mi viene dato l’ok dagli organizzatori. Naturalmente non ci lasciamo sfuggire una foto durante le fasi di gioco.

Il panorama eccezionale e l’asfalto traballante rendono la guida molto divertente. Da Visso a Norcia seguiamo per Saccovescio e Preci, ottime deviazioni per un divertimento maggiorato.

In assoluta scioltezza arriviamo a Castelluccio e infine Pretare, dove il Rifugio degli Alpini si prende cura di noi placando la nostra fame dopo circa trecento chilometri di pura esaltazione.

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