Carcassonne / Livorno in motocicletta

Il relax assoluto ci ha fatto bene. Riprendiamo il nostro viaggio, decidiamo di  allontanarci dal mare e saliamo un pò. Siamo ad un passo dalla Spagna (260km da Barcellona). 

Le Cap d’Age / Carcassonne

Arriviamo a Carcassonne e il colpo d’occhio è meraviglioso. Usciti dall’autostrada, una manciata di chilometri separano il magnifico castello, che si presenta in tutta la sua maestosità, dopo l’ultima curva. Carcassonne è la città fortificata più grande d’Europa. Stavolta cambiamo alloggio, cerchiamo un ostello: troviamo ne l’ Auberge de jeunesse un allegro e confortevole ostello nel pieno centro di Carcassonne. Non hanno un ricovero per la moto; ma riusciamo a trovare, subito fuori le mura, un palo dove poter fermare il mezzo con tutte le nostre catene. Scelta azzeccata, inoltre, considerato il temporale della notte. Ostello carino e pulito. Ci assegnano una camera da quattro. Restiamo soli. Serata dedicata alla scoperta della città fortificata, dopo molto camminare, la cena con cassoulet: piatto tipico della regione della Languedoc, costituito da ragù di fagioli, salsicce, cotenna di maiale, pomodori. Naturalmente può variare con alcuni componenti in base alle tradizioni. In ogni caso, resta un filo pesante in pieno agosto. Due passi ancora per favorire la digestione, sono più che mai necessari.  Poi a  letto.

Carcassonne / Arles

La mattina, dopo una discreta colazione, carichiamo di nuovo la moto e ci incamminiamo verso Arles. Torniamo indietro, quindi.  Domani guardiamo la corrida francese. Il viaggio è normale, niente di entusiasmante. Ad Arles troviamo un bel campeggio, l’Arlesienne: poca gente, silenzioso e con molta ombra. Facciamo un pò di spesa e ci prepariamo alla cena. Poi Arles la soirèe: molto bella. Dopo una piccola passeggiata, la stanchezza si fa sentire. Si torna in cuccia.

Mi sono accorto che la temperatura del motore della moto si alza subito, entra sempre in funzione la ventola.

arena di Arlès in attesa della corrida.

Al risveglio, dopo colazione, visita ad Arles in lungo e in largo: poi alle 17 inizio della corrida. Confermiamo la bellezza di Arles, ma ogni chiesa, monastero, tutto è a pagamento! Sono le 16,30 entriamo nell’arena, molto grande, bella ma rovinata da troppe transenne di ferro. La corrida è affascinante, niente a che fare con quella spagnola: in pratica i  10 -12 matadores, non devono uccidere, ma togliere tre collane disposte in un certo modo, intorno alle corna del toro. Lo spettacolo dura circa 2 ore e si avvicendano 7 tori. Alla fine dello spettacolo, ci fermiamo a mangiare qualcosa, brindiamo al nostro viaggio che è giunto al termine.

Corrida camarguense

Arles/Livorno

Ci alziamo alla buon ora, prepariamo velocemente la moto e iniziamo il ritorno. Le fermate sono frequenti per rifocillarci. Il caldo si fa sentire, nonostante si viaggia con circa sei gradi in meno rispetto all’andata. Decidiamo di uscire dall’autostrada e fare la Costa Azzurra per rendere il ritorno più brillante. Decisione non felice: traffico enorme, procediamo a passo d’uomo e la temperatura del motore sale spesso sui valori massimi. Arriviamo comunque a Ventimiglia e riprendiamo l’autostrada. Dopo 630km raggiungiamo Livorno in tarda serata.

P.S.: sostituita la pompa di raffreddamento da parte della BMW. Gratuitamente.

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