arrivo a 1550 metri di forca di presta

Forca di Presta via per l’Umbria

Al termine della prima notte sotto le stelle i Monti Sibillini ci regalano un po’ di pioggia. Il ticchettio delle gocce sul telo ci svegliano abbastanza presto e usciti dalla tenda alziamo gli occhi al cielo e subito pronunciamo le prime due parole “che sfiga!”.

Non ci demoralizziamo e prendiamo speranza da uno squarcio azzurro nel cielo. Inizio a dare un occhio alla cartina per pianificare il giro di oggi facendomi consigliare da una coppia di signori fiorentini in viaggio con un van che conoscono bene la zona.

Senza dubbio ci indicano Forca di Presta il passo che è anche la porta verso l’Umbria. Qualche chiacchiera di esperienze di viaggio e ci congediamo ognuno nei suoi programmi. Noi ci dirigiamo verso il bar ristorante del campeggio per la colazione.

Intanto la pioggia ha dato tregua ma permane un cielo molto variabile. Vogliosi comunque di esplorare la zona e impazienti di dare gas, prepariamo il necessario per le foto e saltiamo in sella.

La strada per Forca di Presta

Lasciamo il campeggio attraversiamo Balzo, il paese e svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Castelluccio. La strada provinciale 89 è molto divertente quasi sempre ombreggiata, le curve si alternano in modo regolare e inclinare la motocicletta è un piacere. Dopo circa sette chilometri svoltiamo a destra e puntiamo la ruota anteriore verso Forca di Presta.

Il percorso si inerpica subito in una facile salita e dopo qualche curva sono già padrone della situazione. Poche distrazioni però, l’asfalto non è certo una tavola da biliardo e in certi punti discreti avvallamenti obbligano attenzione e una tenuta ben salda sul manubrio.

arrivo ai 1550 metri di forca di presta

Alla guida comunque mi sto divertendo alla grande e Dania con me, segue perfettamente la linea delle curve e scatta foto in continuazione con la action cam. Le mentoniere sono obbligatoriamente alzate, respirare l’aria che si fa sempre più frizzante man mano che prendiamo quota offre un senso di libertà impagabile. Procediamo a filo di gas per non perdere niente della natura che ci circonda.

L’arrivo in vetta

L’ultima curva ci consegna ai 1550 metri s.l.m., alla immancabile foto sotto il cartello, ad un bellissimo scenario e ai venditori ambulanti di prodotti locali. Basta avvicinarsi un poco per avvertire l’odore forte e assolutamente piacevole delle caciotte.

Intorno allo slargo dipartono diverse strade bianche che sembrano sfiorare il crinale dei Monti e offrono un panorama davvero interessante ma dopo un breve escursus ci rendiamo conto che i mezzi a motore non sono ammessi, purtroppo.

Al di là di Forca di Presta

Dopo le numerose foto di rito continuiamo a dare gas con assoluta leggerezza, la strada provinciale 477 si stringe un poco e inizia una lenta discesa verso la valle.

Il sole nascosto a tratti dalle nuvole si fa sentire e la temperatura si alza piano piano senza però essere opprimente. Procediamo sempre a filo di gas con alla destra la sicurezza offerta dalla parete montuosa e alla sinistra il campo visivo libero al paesaggio di incredibile bellezza, dove la natura ha un ruolo prevalente.

lungo la strada 477 verso la piana di castelluccio

Ma il bello, a nostra insaputa, arriva dopo qualche curva. Lo scenario davanti a noi è stupefacente di una bellezza che lascia veramente senza fiato. Riusciamo a fermare il bicilindrico in un slargo su misura nella strada già molto stretta per osservare ciò che la natura ci ha regalato. Il panorama già unico è amplificato dalla solitudine intorno a noi. Pace assoluta.

Non per caso il ferro è davanti alle indicazioni di confine, non siamo più nelle Marche ma in Umbria.

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