la difficotosa strada per arrvare alla saleccia

La spiaggia della Saleccia

Ci alziamo presto, stamani è un giorno particolare. Oggi è il giorno della tappa, la tappa verso la Saleccia. Pochi chilometri ma intensi. Anche la colazione è fugace e (soprattutto) scarsa. Risentiamo del misto di eccitazione e agitazione che circola tra di noi: la Saleccia è una meta che inseguiamo in motocicletta, da circa dieci anni. Ora ci siamo, la vera Corsica ci attende!

La preparazione

Partiamo quindi da Erbalunga dove soggiorniamo, e ci dirigiamo verso Bastia e seguendo le indicazioni per Saint Florent lungo la D81. Usciamo non troppo velocemente dal caotico centro della città portuale corsa, attraversiamo un arco e la strada si fa subito in salita fino a raggiungere i circa 500 metri del Col de Teghime. Il panorama impone una fermata, la vista panoramica di Bastia è molto interessante. Come interessante è la strada che ci precede, divertente e belle curve. Ci fermiamo a Saint Florent per un cafè au lait; poi compriamo il pranzo da consumare necessariamente sulla spiaggia e ripartiamo dopo pochi minuti.
Continuiamo sulla D81 e la nostra deviazione ( a destra) arriva dopo una manciata di chilometri, nei pressi del villaggio di Casta.

Attraversare il deserto delle Agriate

uno dei guadi da affrontare per raggiungere la spiaggia

Ci fermiamo qualche istante davanti alla piccola indicazione che ci ricorda che la spiaggia della Saleccia dista 12km. Occorrono circa tre ore e mezzo per percorrerla a piedi e circa 60 minuti in motocicletta, per completare il percorso che taglia in due le Desert des Agriates (questo non c’è scritto, lo sappiamo!)

Modifico l’assetto della motocicletta in off road (hard) e partiamo, col cuore in gola.
La piccola discesa sotto l’indicazione, ci spinge subito verso lo sterrato. Il primo km in totale relax, poi il primo guado. Mi fermo. Dall’altra parte un biker mi suggerisce il lato migliore da dove attraversarlo. Parto, affondo subito, non esito con il gas e una grande onda di acqua e fango ci sovrasta. È divertente ma l’anteriore scivola un po’ con il terreno prettamente fangoso. Saluto e ringrazio il motociclista accompagnato da altri suoi amici, nascosti dalla curva.

relax e foto alla Saleccia


L’adrenalina scorre a fiumi, mi diverto da impazzire ma il percorso non è facile. Sento la tensione e la preoccupazione di Dania. Ci fermiamo a metà percorso, per riprendere fiato, raffreddare un attimo il giesse e dare un occhio a quello che c’è intorno a noi. Il deserto delle Agriate è caratterizzato da una bassa montagna ricoperta di arbusti. Per il resto niente e silenzio, non fosse per il passaggio di altri motociclisti o delle jeep navette dirette al campeggio U Paradisu.


Riprendiamo il percorso che si fa via via più difficile e impervio. Salite e discese mozzafiato con terreno che cambia costantemente tra pietre, sabbia, acciottolato e guadi. Cerco la traiettoria migliore tra le enormi spaccature della strada, i nuovi pneumatici tengono e (fango a parte), sembrano aggrapparsi alle asperità del terreno. In realtà mi sorprendono queste Pirelli Scorpion Rally STR.

La fine

un sorso di Pietrà prima del ritorno

Siamo quasi arrivati. Appunto, quasi. Come all’inizio, mi fermo davanti all’ultimo guado. Ne intuisco la difficoltà, è profondo e termina in salita. Riesco quasi a sentire i battiti del cuore di Dania. (Lei sentirà i miei?).
Parto, giro senza paura la manopola del gas, sul finire l’anteriore scivola ma riesco a recuperare aiutandomi con le gambe. Sento un “bravo tatino!”, e un sorriso mi si stampa sotto il casco.
Arriviamo al parcheggio adiacente la spiaggia coperti di fango, polvere e acqua.

Lo stato d’animo è un mix di eccitazione, euforia, preoccupazione e felicità per esser arrivati a destinazione.
Fortunatamente il bel sole, la spiaggia incantevole, il bagno nell’acqua cristallina e il pranzo mitigano la nostra agitazione. La Saleccia è esattamente come ce la ricordavamo. 

Doverose le foto al mare, incorniciato da una spiaggia altrettanto unica per la sua bellezza.
Necessaria la birra Pietrà, bevuta al campeggio, prima del difficoltoso rientro. 

Il nostro percorso

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