tetti rossi di lucchio visti dalla rocca

Lucchio il borgo invisibile

Un weekend carico di nubi ci fa ritardare la partenza per raggiungere Lucchio il borgo invisibile nella Garfagnana.

Il percorso

Imbocchiamo velocemente l’autostrada per Firenze e in un attimo siamo già all’uscita per Lucca, giro panoramico sempre affascinante delle mura seguendo sempre l’indicazione per Abetone ovvero la ss12 strada dell’Abetone e del Brennero. Non la lasciamo fino a destinazione.

Non stanca mai questa striscia di asfalto che si divincola tra la vegetazione della Garfagnana, dove è possibile inclinare la moto attraversando dei tunnel naturali di alberi molto esuberanti e dove la temperatura diviene gradevole nei giorni più caldi.

Svolta a destra

Procediamo con assoluta calma, attraversiamo Bagni di Lucca e dopo circa venti chilometri l’indicazione di Lucchio è sulla nostra destra nei pressi di uno slargo. Ci infialiamo nella viuzza davanti a noi che inizia subito a salire in modo dolce ma costante. La strada si fa sempre più stretta, le curve cieche si ripetono anche a causa della fitta vegetazione.

vista panoramica di lucchio

Saliamo ancora, primo bivio a sinistra e al secondo bivio curva decisa e molto stretta a destra. Il borgo di Lucchio è comunque sempre indicato da cartelli rugginosi.

Ecco perchè invisibile

L’ultimo tratto di strada in prossimità della fontana di Lucchio ci porta in uno slargo dove sono parcheggiate diverse macchine. Da qui è possibile vedere il borgo letteralmente incastonato nella roccia e parzialmente coperto dalla vegetazione. L’impatto visivo è stupefacente, intorno al piccolo borgo si estende una valle bellissima di un verde accecante.

Il borgo

Dopo le foto di rito saltiamo ancora in sella e ci addentriamo con cautela ma divieti non ce ne sono. Arriviamo in una piccola piazza con bar/circolo. Alla nostra destra al di là di un arco una minuscola strada prosegue ancora verso l’interno e dopo aver preventivamente controllato, continuiamo a filo di gas. Poco dopo terminiamo la corsa in uno slargo che si affaccia sui tetti rossi delle case e sulla valle.

Constatiamo che il borgo di Lucchio non è disabitato completamente il chiacchiericcio degli abitanti passa attraverso le finestre aperte. Forse solo case vacanze. Anche a Lucchio, come negli altri borghi fantasma, la costante sono i cartelli Vendesi posti sulle porte di abitazioni pronte per essere vissute o sui muri di costruzioni dove il crollo del tetto ha provocato una voragine all’interno della struttura.

ex ufficio postale di lucchio con telefono

Passeggiamo tra le strette viuzze sempre in salita e tra le numerose strutture abbandonate un ex ufficio postale dove era possibile anche telefonare: ce lo dice l’insegna circolare gialla con il telefono a disco. Sbirciare all’interno di ciò che resta delle costruzioni impone alla fantasia un tuffo nel passato. La vita delle persone passa attraverso una testiera del letto appoggiata ad un claudicante muro o una tazzina sopra un comodino.

La fontana

Curiosa la storia della bella fontana da cui veniamo attratti posta all’inizio di Lucchio nei pressi dello slargo. Una costruzione importante eretta su una sorgente naturale regolamentata da precise disposizioni nel 1605: non era possibile lavare i panni o utilizzare le pietre del pilone per arrotare lame o simili, non era possibile neanche frescheggiare seduti sul bastimento. Nella sua globalità era costituita da un abbeveratoio un pilone e canali. E’ stata fonte idrica per la popolazione del paese fino al 1930.

La Rocca di Lucchio

Tramite un percorso non poco impervio ci arrampichiamo fino alla Rocca o almeno quello che ne rimane, poche mura dove la vegetazione la fa da padrona. Il panorama è fantastico e di assoluto dominio a 360 gradi sulla valle.

vista panoramica dalla rocca di lucchio

La leggenda vuole che la Rocca sia stata commissionata dalla Granduchessa Matilde di Canossa ma le prime documentazioni risalgono al 1235. Il condottiero Castruccio Castracani resosi conto dell’importanza strategica della Rocca la utilizzò per controllare l’esercito fiorentino e per dominare sulla vicina montagna pistoiese, tentativo che si vanificò con la sua morte nel 1328.

Ho paura a sporgermi troppo ma noto che neanche da quassù è visibile il borgo, fatta eccezione per qualche tetto rosso.

Torniamo a casa, anzi no

Soddisfatti della visita al borgo di Lucchio puntiamo la ruota verso il ritorno, al primo incrocio però invece di svoltare a sinistra siamo incuriositi dalla stradina che volge a destra. Dopo pochi minuti lo sterrato che si perde nel bosco è troppo bello per non essere affrontato. Modifico subito le sospensioni in modalità off road hard e giro la manopola del gas con cautela…

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