scorcio del porto di ercole

Monte Argentario, il tempo vola

Il consueto e amato brunch domenicale anticipa la nostra scorribanda motociclistica. Complice un sole quasi estivo la Toscana che vogliamo esplorare è sul mare, fissiamo quindi la nostra meta al Monte Argentario.

Due ore di strada. Anzi di super strada la LivornoGrosseto.

Il passaggio sul Romito indica che l’estate è già arrivata, lo dimostrano la fila infinita di auto parcheggiate al lato, il traffico molto rallentato e qualche intrepido autoctono immerso nelle acque, immagino gelide, della costa.

Google Maps ci informa che 180km ci dividono dalla meta in circa due ore. La striscia d’asfalto quasi interamente dritta e di conseguenza solitamente noiosa, quest’oggi scivola via tranquilla, con serenità.
L’unico fastidio è il tassello degli pneumatici che dopo circa cento chilometri mi provoca un leggero formicolio alle mani. Sensazione che scompare dopo una breve sosta per un caffè.

Arriviamo a Orbetello, il paese si mostra subito accogliente e lungo la strada che percorriamo notiamo degli scorci interessanti che dovremmo approfondire, ma il nostro obiettivo è un’altro.

fermi per una posa al porto di santo stefano

Ci immettiamo perciò nella sottile lingua d’asfalto che collega Orbetello al promontorio dell’Argentario. La strada non è larghissima ma ci fermiamo ugualmente per vedere bene cosa c’è intorno a noi. Due lembi di spiaggia fanno da tramite tra la costa e quello che fu un isolotto e che delimitano un ampio specchio d’acqua. Un bellissimo e particolare scenario che ci lascia a bocca aperta.

Monte Argentario

Ripartiamo seguendo le indicazioni Porto Santo Stefano ma dopo qualche km svoltiamo a sinistra verso il Convento dei Passionisti. Una stretta e sinuosa strada ci porta fino al Convento che troviamo alla nostra sinistra. Ci fermiamo nel cortile adiacente e non vorremmo più spostarci.

I due cordoni di sabbia

stupenda vista della laguna di orbetello

Il panorama è fantastico, la laguna di Orbetello si mostra in tutta la sua estensione con i due cordoni di sabbia di circa sei chilometri, il Tombolo della Feniglia che unisce la parte occidentale del monte Argentario e dalla parte opposta il Tombolo della Giannella. Il tombolo della Feniglia in particolare, è una Riserva Naturale tagliata da un vecchio sterrato risalente al 1940 e ahimè, percorribile solo a piedi.

Il tempo vola

Saltiamo in sella, la strada di inerpica nel bosco muovendosi come un serpente fino a raggiungere un piazzale sormontato da due enormi antenne. Quasi nascosta dietro gli alberi, una panchina con vista da vertigini. Il panorama ci lascia senza parole, il mare bellissimo con il sole cristallizzato in superficie e l’isola del Giglio a chiudere una bella emozione.

Montiamo in sella e ci rendiamo conto che il tempo sta volando e non riusciremo a fare il giro prefissato.
Riprendiamo la strada maestra in direzione Porto Ercole, passiamo il vivace borgo per la via Panoramica che continua in salita. Le curve strette della piccola strada mi svegliano da una guida fin qui molto rilassata. Prendo confidenza con l’asfalto e quando ci ho preso gusto la strada si interrompe, impossibile andare avanti e per noi il giro dell’Argentario finisce qui.

Poco male, torniamo verso Porto Ercole e sulla spiaggetta di acciottolato con il sole molto basso ci concediamo un rettangolo di pizza.

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