Montingegnoli, il borgo fantasma

Sempre ad inseguire un raggio di sole, sempre con il naso all’insù per trovare fiducia in uno squarcio azzurro in un cielo altrimenti costantemente grigio.

Nel dì di festa la pioggia era dietro l’angolo ma la curiosità di visitare il borgo fantasma di Montingegnoli era tale che abbiamo pensato solo al pieno di benzina e alla macchina fotografica (le tute anti pioggia le abbiamo nascoste nelle borse laterali).

La strada

Per giungere al borgo di Montingegnoli ripercorriamo con molto piacere la sr68 in direzione Volterra per poi proseguire per Pomarance, San Dalmazio e Montecastelli Pisano. Una strada che non annoia mai dove il divertimento è assicurato nonostante un asfalto non sempre impeccabile.

Ma dove è Montingegnoli?

Da Montecastelli Pisano il borgo di Montingegnoli è distante circa venti minuti tecnicamente siamo in provincia di Siena nella zona di Radicondoli.

Ci troviamo quasi a destinazione all’ultimo bivio sulla sp34, davanti a noi c’è una trattoria (La Fornace) svoltiamo a destra e subito dopo il navigatore ci avverte che la destinazione è stata raggiunta ma non vediamo niente: alla nostra sinistra una distesa di campi alla nostra destra si erige una piccola altura comunque sormontata da molti cipressi.

Increduli torniamo indietro verso la trattoria ma non c’è niente, neanche un cartello del Borgo. Ripercorriamo ancora la stessa strada a ritroso e ci fermiamo in uno slargo sulla destra dove notiamo una strada coperta di foglie che corre verso l’interno e leggermente in salita delimitata da cipressi.

Montingegnoli finalmente!

Purtroppo una catena con cartello divieto d’accesso ci impedisce di proseguire col bicilindrico che lasciamo ai margini dello spiazzo e ci avviamo a piedi.

Diverse catene e cartelli ci ricordano che c’è il divieto assoluto di entrata in quanto proprietà privata, per di più la zona è video sorvergliata!

Ormai la nostra curiosità è tale che solo un guardiano col fucile può fermarci. Per fortuna nessun guardiano o arma si palesano davanti a noi perciò continuiamo per la strada visibilmente abbandonata che termina in una piazzetta con una piccola statua di una madonna da un lato e dal lato opposto un terrazzamento con al centro un grosso pozzo chiuso, poco più avanti la chiesa e il suo campanile.

All’interno…

Tutto è assolutamente affascinante e spettrale allo stesso tempo e questo ci spaventa un poco.

I casolari in mattoncini rossi sono in parte avvolti dalle piante rampicanti, poche le finestre con i vetri comunque rotti che appaiono come semplici fessure in grado di osservare i nostri movimenti.

Adiacente al pozzo la stradina che si presenta come un piccolo tunnel che evidentemente porta al centro del Borgo è chiusa da una rete metallica con vari cartelli che ci ricordano che è pericoloso avvicinarsi.

Quello che sappiamo è che Montingegnoli è un castello risalente al 1150 e che nonostante i vari rifacimenti nel corso del tempo ha mantenuto la forma originale. Il giardino a forma circolare del castello è proprio oltre la barriera di metallo ed è una sua caratteristica.

Veramente un peccato non poter andare, sarebbe comunque molto pericoloso, numerose sono le impalcature che sorreggono la piccola galleria.

Montingegnoli è per davvero un borgo fantasma, i suoi 200 abitanti o poco più hanno cercato fortuna altrove agli inizi del 1900 abbandonando completamente il villaggio trasmettendo così un filo d’ansia e molto fascino al visitatore curioso.

La vegetazione è ovunque in modo disordinato, le costruzioni sono comunque spettacolari su una di esse c’è anche il nome della via che non riusciamo a leggere perché quasi interamente coperta da piccoli arbusti: c’è poco da fare paura o no questo luogo ci attrae incredibilmente. Scattiamo foto fino a esaurimento rullini poi torniamo dalla tedescona.

Attenzione!

Francamente non so se consigliare la visita al lettore dell’articolo, le barriere ricordano più volte il divieto d’accesso e la proprietà privata senza dimenticare che tutto è pericolante.
Se andrete sarà sotto la vostra responsabilità.

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2 commenti su “Montingegnoli, il borgo fantasma”