all'interno dell'ex manicomio

NOF4 una storia incredibile

Nella domenica di festa abbiamo un obiettivo preciso, curioso e allo stesso tempo affascinante un luogo abbandonato nel 1978. Il luogo in questione è l’ex Manicomio di Volterra dove tra i suoi abitanti NOF4 ci ha lasciato in eredità una storia incredibile.

La strada che ci porta a Volterra è sempre bella e non stanca mai, la statale 68 quest’oggi è arricchita dagli odori e dai colori della mietitura del grano, il verde e il marrone si alternano come le curve che affronto in tutto piacere.

La visita

La chiesa di San Girolamo è il luogo dove nel 1888 vennero accolti i primi tre malati di mente e naturalmente il punto da dove la nostra visita ha inizio.

La chiesa si trova nelle vicinanze della struttura manicomiale vera e propria che raggiungiamo a piedi appena la guida compatta il piccolo ma variegato gruppo di visitatori.

Entriamo nella struttura

All’apertura del cancello un misto di sensazioni ci avvolge, visitare l’ex Manicomio di Volterra non è cosa semplice da gestire dal punto di vista emotivo, completamente diverse sono le storie e le situazioni che hanno dato vita ad una struttura del genere rispetto ad un borgo fantasma.

Il primo edificio che vediamo pare enorme e decisamente spettrale considerata la vegetazione che lo avvolge e le palesi condizioni di abbandono in cui si trova. E’ completamente recintato da reti metalliche e messo in sicurezza da impalcature nei punti critici.

ex manicomio di volterra

Anche il giardino antistante è in completo abbandono le piante si sono impadronite in modo confuso di ogni piccolo spazio disponibile.

Abbandono

Entriamo nel padiglione e incuriositi ci muoviamo con circospezione, lunghi corridoi dividono spazi privi di ogni caratterizzazione e terminano in ampi locali che trasmettono solitudine da quanto sono vuoti.

Gli atti vandalici accaduti nel tempo sono devastanti per la mia mente, immagino il giorno antecedente la chiusura dove tutto si svolgeva regolarmente persone immerse nei loro pensieri a girellare in modo compulsivo tra gli ampi spazi, altre semplicemente a sedere sulle poltrone o sdraiate sui letti ad immaginare la vita all’esterno, protagonisti comunque di un destino che, in alcuni casi, non è stato troppo benevolo con loro.

Il giorno successivo la chiusura lo scenario cambia completamente, gli oggetti diventano i protagonisti silenziosi di spazi enormi, fermi, sospesi. Il silenzio è rotto solo da il vetro in frantumi della finestra che sbatte in continuazione per il vento. Vetri che nessuno raccoglierà perchè ormai non possono nuocere più a nessuno.

Il tempo si è fermato esattamente il 13 maggio 1978.

NOF4

Continuiamo la visita attraverso l’immenso spazio esterno e arriviamo al padiglione dove l’incredibile storia di NOF4 ha avuto inizio.

Oltrepassiamo un piccolo cancello dove una targa ci informa che stiamo entrando nell’area del Padiglione Ferri, il padiglione dei soggetti ritenuti pericolosi. Il piazzale è immenso le foglie coprono il terreno quasi per intero, lunghi alberi spogli rendono il luogo decisamente lugubre ma affascinante.

manicomio volterra padiglione ferri

Ci sistemiamo intorno alla guida che inizia il racconto portandoci al 2 settembre 1958, giorno in cui Fernando Oreste Nannetti, che si ribattezzerà NOF4, fa il suo ingresso al Manicomio.

Il nostro interlocutore Andrea inizia a parlare ed è un fiume in piena, si avverte la passione che trasmette nel suo racconto e la voglia di far conoscere la storia di uomo non comune, una storia sconosciuta ai più.

La vita di NOF4 parte subito in salita e inizia a Roma nel 1927 abbandonato dalla madre poverissima in un istituto di carità, a dieci anni fu ricoverato in una struttura adeguata per persone con problemi psichici.

Passano gli anni e NOF4 sembra svanire fino a quando viene accusato di oltraggio a pubblico ufficiale. Viene successivamente ricoverato a Roma nell’istituto Santa Maria della Pietà dove rimane per due anni fino al trasferimento nel Manicomio toscano.

I graffiti di NOF

Grazie alla piccola fibbia dell’abbigliamento dei pazienti del Manicomio, NOF4 inizia a graffiare sul muro esterno del padiglione. Lo farà per i successivi dieci anni coprendo una superficie di 180 metri di lunghezza per 2 metri di altezza.

A colpo d’occhio sembrano semplici scarabocchi ma ad una più attenta osservazione il muro rappresenta una enorme tavola da scrittura. Certo non è semplice capire e tradurre ciò che NOF4 scrive: personaggio sopra le righe ma introverso e la sua scrittura bustrofedica complica le cose.

Il trés d’union è l’infermiere Aldo Trafeli che crede in NOF4 permettendogli evidentemente di continuare nei suoi graffiti e riesce a stabilire anche un contatto verbale.

Fernando Nannetti scrive di tutto, a suo dire è la missione all’interno della struttura.

Scrive a parenti inesistenti, scrive con esattezza il mese e l’anno dello sbarco sulla Luna (sbaglia il giorno), scrive di telepatia, di alieni descrivendone la conformazione, di conquiste di altri mondi, di voli spaziali, di reazioni chimiche tra metalli, di astrologia.

porzione dei graffiti di nof4

NOF4 non è andato oltre la quinta elementare ha una cultura ridotta ma tutto ciò che scrive è ben chiaro e privo di errori ortografici.

Dopo un racconto travolgente e una location suggestiva Andrea fa una pausa soffermandosi sulle due parole più importanti e significative che NOF4 ha voluto lasciare: “Io esisto”.

Conclusioni

La visita al Manicomio di Volterra è sicuramente d’impatto, incuriosisce ed affascina. Nell’arco delle tre ore di permanenza non c’è mai una pausa alle emozioni.

Naturalmente la storia raccontata da Andrea nel cortile del Padiglione Ferri con le vicende di NOF4 proprio difronte ai suoi graffiti, rendono l’esperienze unica.

Solo dalle parole dell’interlocutore si intuisce quanto sia importante e conosciuta l’opera di NOF4 nel mondo.

macchina per elettroshock

Nel mio racconto ho cercato di incuriosire il lettore portando la nostra esperienza e le nostre sensazioni sul blog, senza svelare troppo sulla storia.

La visita guidata oltre che all’interno della struttura continua nel museo poco distante, dove sono raccolti parte dei graffiti, apparecchiature mediche, piani di costruzione e di ampliamento dei padiglioni e molto altro.

Contatti

Inclusione Graffio e Parola Onlus Volterra cerca di far conoscere e salvaguardare il graffito di NOF4, quindi le dieci euro di ingresso a persona sono spese benissimo.

email: onlusigp@gmail.com

FB: Inclusione Graffio e Parola Onlus

IG: inclusionegraffioeparolaonlus

Cell: 3791868622

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