vista di castelluccio di norcia

Piana di Castelluccio terra di mezzo

Il nostro lento ma progressivo incedere ci porta a fermare la motocicletta in un piccolissimo lembo sul ciglio della stretta provinciale 477 che conduce a Castelluccio di Norcia, siamo soli insieme al silenzio che avvolge la Piana la terra di mezzo tra Marche e Umbria di assoluta bellezza.

Protagonisti di un’opera d’arte

La Piana di Castelluccio pare un quadro in larga scala di Van Gogh, però siamo parte dell’opera e non semplici spettatori, le varie tonalità del verde del marrone e i puntini colorati dei trattori in movimento e del bestiame al pascolo rendono tutto incredibilmente suggestivo.

panorama della piana di castelluccio

Difficile proseguire, seppur con lentezza e allo stesso tempo gettare uno sguardo alla nostra sinistra, entrambe le azioni non sono compatibili.

Castelluccio di Norcia

Arriviamo a Castelluccio da dove si gode di un’altra prospettiva della Piana che vale la pena osservare. Parcheggiamo la motocicletta nello slargo semivuoto del paese. Siamo circondati da impersonali container trasformati per la quasi totalità da negozi di generi alimentari, in più sempre presente il container dell’esercito.

In realtà il paese gira intorno alla piccola piazza se si esclude una stradina che punta decisamente in salita che con tutta probabilità dava accesso al centro storico del paese. Pochi passi e ci fermiamo all’ultima bottega al termine della salita forzatamente interrotta dalla rete metallica che delimita la zona rossa.

Ci fermiamo per uno spuntino, una gentile e sorridente ragazza ci serve due deliziosi taglieri di salumi locali accompagnati da una birra artigianale. Ci rilassiamo ma la situazione è irreale. Le macerie intorno a noi, case sventrate sgretolate e un panorama incredibile.

Riprendiamo la strada procedendo oltre Castelluccio sulla provinciale 136, strada che già sappiamo essere chiusa. Vogliamo però un altro punto di osservazione della Piana e proseguiamo quindi finché è possibile. Dopo circa otto chilometri la strada si fa ancora più stretta e interrotta da una ruspa.

Verso Norcia

Torniamo quindi indietro e seguiamo verso Norcia sulla provinciale 477 che si presenta come un lunghissimo rettilineo che attraversa e taglia in due parti la Piana. Il sole ora ben presente riscalda anche troppo l’aria tanto da non trovare beneficio dalle visiere costantemente alzate.

subitio fuori le mura di norcia cercando refrigerio

Iniziamo a salire, Norcia infatti si trova al di là dell’altura difronte a noi con curve che disegnano perfettamente la linea esterna della montagna. Il panorama anche da questo lato è stupefacente di assoluto dominio su tutta la valle policromatica. Proseguiamo lentamente, tanto da coprire i trenta chilometri fino a Norcia in poco più di un’ora.

Arriviamo molto accaldati al paese umbro e riusciamo a trovare giovamento all’ombra di un albero dove lasciamo il bicilindrico.
Passeggiamo all’interno delle mura. I negozi in parte sono ancora al loro posto gli altri, non pochi in realtà, trasferiti in container difronte alla porta della città. Un paese trasformato in un mix di macerie, edifici posti in sicurezza, reti metalliche ma anche stradine percorribili a piedi e tutte da scoprire.
Attraversiamo la via Centrale che ci conduce al di fuori delle mura dove alla nostra sinistra dei giardini ben tenuti sono il luogo del nostro pit stop per una birra e le nostre riflessioni.

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