Siviglia continua vivacità

Ad un anno di distanza torniamo a viaggiare in tre, sempre sulla penisola Iberica ma torniamo in Spagna con destinazione Siviglia la città che gode di una piacevole e continua vivacità.

Cami è appena tornata dalla Scozia ma non le diamo neanche il tempo disfare la piccola valigia per comunicarle il nostro itinerario. Molto giulivi partiamo nella tarda mattina di lunedi 16 dicembre con un volo low cost che ci porta nella città andalusa in circa due ore.

Dopo l’atterraggio

Ci accolgono un cielo terso, un’aria frizzante e una scontrosa signorina al bar de l’aeroporto. Il nostro appartamento si trova in pieno centro nei pressi di Plaza des Armas dove è presente la stazione dei bus.

La linea è comodissima da l’aeroporto, ci impiega poco meno di un’ora con un costo di 4euro a persona a tratta. Preferiamo di gran lunga il bus per lasciarsi avvolgere subito dalla città e per risparmiare sul costo del taxi di 30 euro (e trenta minuti di spostamento).

Prendiamo possesso dell’appartamento secondo le istruzioni dell’Host, il tempo di una doccia e alleggerire gli zaini per farsi poi fagocitare da questa meravigliosa città.

A passeggio per Siviglia

Camminiamo per una delle via centrali calle Alfonso XII, è metà pomeriggio e il brulichio di gente intorno a noi è molto piacevole. I bicchieri di cerveza serviti con le tapas iniziano a circolare nei bar per gli spuntini del pomeriggio. Ci lasciamo coinvolgere subito ed entriamo al Jaime Alpresa in Calle Adriano. Non è un ristorante, non è un bar ma un locale molto accogliente nella stessa misura del titolare che ci fa subito sedere e in poco tempo la prima sessione di tapas locali accompagnate dalla prima bottiglia di vino tinto vengono felicemente evase.

Ci prendiamo una pausa durante la quale Camilla tiene banco con le sue esperienze scozzesi e le nostre numerosissime domande. E’ il momento più bello, come se ci fossimo dati appuntamento proprio in quel bar. La nostra figliuola è un fiume in piena: la sua energia, il suo sorriso, la sua voglia di conoscenza e le sue esperienze mettono allegria come la seconda bottiglia di vino per supportare il secondo giro di tapas. La qualità del cibo e del servizio coincidono con il conto finale di 67,50 euro.

I funghi si Siviglia

Riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso il Metropol Parasol, un’imponente costruzione dal design avveniristico che sembra stonare nella piazza ma che invece è talmente folle da essere spettacolare.

Il Metropol Parasol, o las Setas di Siviglia, si trova in Plaza de la Encarnacion una piazza molto vivace e punto di ritrovo della popolazione grazie anche alla presenza di banchi e negozi. L’innovativa costruzione è stata realizzata nel 2011 per riprendere i fasti della piazza che col tempo è caduta in uno stato di abbandono e degrado. Gli enormi funghi (setas, appunto) servono per ripararsi dal sole ma sono percorribili sulla loro sommità grazie ad uno spettacolare corridoio da dove è possibile avere una visione a 360 gradi della città.

Tre euro ben spesi, soprattutto arrivando al crepuscolo l’illuminazione del Parasol gioca con le luci della città sottostante. Camminiamo su e giù in questi corridoi con diversi saliscendi facendo foto a profusione. Siamo spensierati e il divertimento si impadronisce di noi.

Scendiamo appena i nostri stomaci iniziano a borbottare facendoci trasportare dalla corrente di persone sempre numerose. Ciò che caratterizza Siviglia è proprio il continuo brulichio di persone che ci rende raggianti.

Tapas e montadito a quantità

In questa euforia collettiva il Patio San Eloy (ubicato nell’omonima calle) attira la nostra attenzione. Scendiamo i pochi gradini presenti ed è come essere trasportati in un altro mondo. Un grande bancone parte in legno, parte in vetro per mostrare le varie specialità della casa, separa i numerosi clienti dai servitori gentilissimi e incredibilmente veloci.

Evadiamo le prime tre birre e il primo piatto di montadito a sedere su dei gradoni rivestiti del tipico mosaico blu di Siviglia. Le parole scorrono veloci, gli argomenti senza un filo conduttore si alternano come io e Camilla ci alterniamo per andare al bancone per ordinare sempre nuove pietanze. Le birre vanno via che è un piacere, la piccola Camilla non si tira mai indietro per nuovi brindisi. L’esiguo prezzo ci trascina ad assaggi continui, ci divertiamo, c’è una bella intesa ed è bellissimo stare insieme: la locanda e il cibo sono una perfetta cornice.

Usciamo euforici e sazi ancora immersi nelle viuzze tra il leggero vociare dei viandanti. Siviglia è una città che non dorme mai.

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