colline pisane

Valle dell’Era in motocicletta

Domenica mattina, uno sguardo fuori dalla finestra appena alzato. C’è il sole accompagnato da molte nuvole. Il cielo è perfetto per le foto. Ma non possiamo uscire, occorre sistemare un sacco di cose per il blog. Lettere da inviare, foto da commentare e postare, articoli da completare. Se non lo facciamo oggi che siamo liberi!

Usciamo nel tardo pomeriggio, il cielo è troppo invitante, il clima è giustissimo, inoltre abbiamo bisogno di allontanarci dallo schermo. Un giro tranquillo, senza esagerare, massimo cento chilometri in due ore circa: le regole prima di partire.

Il dubbio è tra mare e montagna, scegliamo la più invitante e meno rumorosa collina. Le colline pisane ci offrono sempre nuovi spunti di articoli, foto, itinerari. Poi ci sono un sacco di strade da scoprire.

La strada

Molto rilassati e con casco aperto ci dirigiamo verso Casciana Terme e seguiamo verso Terricciola. Oggi c’è la festa del vino e dell’uva, ma non abbiamo voglia di confusione e tanto meno scendere dalla motocicletta.

Proseguiamo su strade che non conosciamo, il panorama è sempre bello. Assolutamente rilassante; il paragone tra le Colline pisane con la Val d’Orcia vista pochi giorni fa, è normale. Due regioni bellissime, con le stesse rotondità: quest’ultima appare più ordinata. 

spettacolare tramonto dalle colline di Libbiano
colline pisane

Il nostro tragitto vira verso Peccioli, carinissimo comune, ubicato in posizione dominante sulla Valle dell’Era, e successivamente verso Pratello. Ci arriviamo tramite una stradina molto stretta, precisa per una macchina (che scopro successivamente essere a doppio senso di circolazione) e delimitata da bellissimi cipressi. Solo qualche casa e un resort, raggruppati su di un poggio, formano questo piccolo paese, incredibilmente affascinante. Pochi giri di ruota e con sorpresa, la strada diviene bianca e incontriamo Libbiano. Ci fermiamo sul punto più alto della collina, dove dominano tre enormi pale eoliche. Vicino a noi pecore al pascolo e un panorama strabiliante, di assoluta bellezza. Ci fermiamo un poco sul ciglio della strada, in silenzio, fantasticando. Il gregge, preceduto da un bellissimo cane, si sta avvicinando. Il guardiano a quattro zampe non da l’aria di essere aggressivo, ma ci tiene d’occhio. Noi togliamo il disturbo, montiamo in sella, continuando ad alzare la polvere, fino a Legoli, dove torna l’asfalto. Pian piano attraversiamo il minuscolo paese, destando la curiosità delle genti sedute al bar. Salutiamo con rispetto e ci allontaniamo con assoluta lentezza.

Sorridenti e felici torniamo verso casa. Inaspettatamente mi dirigo verso la superstrada FI-PI-LI: scelta azzeccatissima. Il tramonto, nascosto in parte dalle nuvole, forma una tavolozza di colori di rara bellezza. Il rientro non è mai stato così piacevole.

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