bagni san filippo

Weekend in Val d’Orcia, prima le terme!

Partenza in ritardo, siamo i soliti confusionari. La mattina non è iniziata nel migliore dei modi. L’umore non è quello giulivo di un weekend fuori porta. Chissà perché poi?
La famiglia De Angelis si scompone : nostra figlia tre giorni a Firenze e noi in Val d’Orcia con pernottamento in B&B a Campiglia d’Orcia. La Toscana è sempre la nostra casa!

Preparazione, partenza…

Prepariamo le borse laterali più borsa rullo da coda. Il bagaglio standard per un massimo di tre notti fuori. Come recita la mail del B&B I Tre Rioni occorre arrivare prima delle 14, sennò non troviamo nessuno.
Sono le 10,30, seguo alla lettera la strada più veloce che il navigatore mi indica sul telefono. Ce la dovremmo fare, ci aspettano circa due ore e mezzo di strada, ma non ci devono essere intoppi.

Il sorriso sotto il casco si forma appena compare il Castello Sidney Sonnino, dopo l’ennesima curva. Stiamo infatti percorrendo il Romito, la famosa serpentina livornese che corre parallela al mare e che ci accompagna sulla ss1 Livorno-Grosseto.

lungo le strade della val d'orcia

Dopo Vada il sorriso scompare, come sempre. La strada è un lungo rettilineo di circa 125km che non sopporto, in più c’è molto traffico, che per lunghi tratti ci obbliga ad una velocità molto al di sotto di quella consentita.
Usciamo a Grosseto centro e poi proseguiamo per Siena sulla ss223. Altra superstrada. Non per molto però. Infatti, dopo circa trenta minuti la nostra deviazione: Paganico.

Bene, inizia il divertimento nella Val d’Orcia : curve dolci, morbide. Non ho voglia di strafare, vogliamo goderci in assoluta pace il panorama che ci circonda. Assoluta bellezza. Non possiamo fermarci altrimenti saltiamo l’appuntamento. Ci godiamo appieno la sp64, che all’improvviso dobbiamo abbandonare per seguire Campiglia d’Orcia. Il piacere di guida non cambia. Tanto meno il paesaggio.

…e arrivo in Val d’Orcia!

Arriviamo a destinazione in orario. Sbrighiamo le formalità necessarie, l’oste ci mostra Fiordaliso la nostra camera e ci consegna le chiavi. Il tempo di brindare con una minuscola bottiglia di prosecco presente nel frigobar, e siamo ancora in sella.

Bagni San Filippo, terme libere

Ci dirigiamo ai Bagni S. Filippo, che molte volte abbiamo visto in foto. Una manciata di chilometri ci separano dalle famose terme libere.
Lasciamo la motocicletta nella stretta stradina adiacente e ci incamminiamo seguendo le indicazioni Fosso Bianco. Un piccolo sentiero si inserisce all’interno del bosco, dopo pochi metri ecco le prime vasche e le prime formazioni calcaree. Seguiamo ancora il sentiero, lasciandoci trasportare dal brusio delle persone e dal fruscio dell’acqua. Dopo pochi minuti ecco la famosa Balena Bianca. La cascata di formazione calcarea è così conosciuta per la somiglianza con la bocca di una balena. Da qui sgorgano le acque non utilizzate dalle terme adiacenti ad una temperatura di circa 48 gradi che permette il bagno anche nei mesi invernali. Da questa cascata si forma un fiumiciattolo da cui prendono origine altre vasche, dove restare a bagnomaria è veramente piacevole.

bagni san filippo


Molto suggestivo è l’impatto visivo con il bianco della cascata e il verde del bosco di fronte.
Ci balocchiamo un poco, evitando di fare un bagno completo, l’odore di zolfo portato nel casco non sarebbe piacevole.
Intanto si è fatta sera, un piccolo aperitivo appena usciti dalle acque termali, è d’obbligo.

Ci rilassiamo prima di saltare ancora in sella. In realtà non seguiamo un percorso preciso, è tardi per fare dei chilometri, però abbiamo voglia di godere di un po’ di strada, che a queste latitudini è meravigliosa. Il sole è ci ha lasciati, noi raggiungiamo il B&B che è anche ristorante. Cena sublime, accompagnata da un rosso di Montalcino che parla da solo…
Prima di coricarsi, facciamo due passi in notturna, nel borgo di Campiglia d’Orcia che ovviamente, si presenta deserto.
Pochissimi chilometri oggi, almeno in zona. Domani parte l’esplorazione della Val d’Orcia.

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