Verso la Francia

DAVID

I prossimi 260km sono dedicati a tutti coloro che amano viaggiare, soprattutto su due ruote. Forse,  per apprezzarne a pieno le sensazioni.

La partenza, sempre di buon mattino, dopo un’ abbondante colazione,  verso la prima tappa del giorno: il Passo del Piccolo San Bernardo. Facilissimo, sulla  ss26 della Valle d’Aosta in direzione Courmayeur,  seguiamo le indicazioni per Près Saint Didier  (paesino delle famose terme) e iniziamo a salire…otto tornanti spettacolari supportati da un asfalto impeccabile. La temperatura iniziale di circa 28°C inizia a scendere, ma è soprattutto  il vento che ci accompagna a farsi sentire. Siamo obbligati a fermarci: Dania si toglie i pantaloncini e si mette dei leggins; a me che sono in bermuda, presta i calzettoni comprati sul Cervino. Fortunatamente abbiamo deciso di partire con le giacche tecniche ma prive dell’imbottitura. Ripartiamo sicuri che il freddo non può più  farci male…

Continuiamo a salire, il colore dominante intorno a noi è il verde, nelle diverse tonalità. L’aria ora, è piacevolmente fresca, pura. Procediamo con calma fino al rifugio che indica che il traguardo è stato raggiunto.

 Il Passo del Piccolo San Bernardo  si trova a 2188mt. Il display sulla moto ci ricorda i 13°C, senza sapere che il vento ha aumentato la sua intensità. Scendiamo infreddoliti  e ci tuffiamo nel rifugio, Bar du Lac e questa volta non chiediamo due birre, ma due cioccolate calde! Dopo una buona mezz’ora decidiamo di proseguire oltre il confine, il cielo è azzurro,  il sole c’è e ci auguriamo possa anche riscaldarci.

Appena varcato il confine, il panorama cambia e cambia anche la strada. Non è più un biliardo ma  simile ad un campo appena arato e senza nessuna protezione ai bordi. Sono distratto dalla bellissima valle intorno a me e allo stesso tempo, dallo strapiombo alla mia destra. Naturalmente la strada è molto molto stretta, sono costretto a percorrerla al centro e ad allargarmi  (non troppo) quando incrocio altre moto. Insomma, massima attenzione alla guida, poche distrazioni e adrenalina che supera il livello di guardia. Quasi non ci accorgiamo che la temperatura è salita, il paese che andiamo ad incontrare dopo una ventina di km mozzafiato è Bg. St. Maurice.  Ora è troppo caldo! Scivoliamo verso la  Val d’Isere, attraversando tutto il paese con varie rotonde e puntiamo decisi verso una delle vette motociclistiche più ambite: Col de l’Iseran. Dal paese alla vetta sono solo 17 km. Infiniti. Un mix di emozioni ci avvolge, la strada, strettissima, non permette distrazioni e fermarsi non è semplicissimo. Niente separa i giganti dalla strada, sembra poterli sfiorare, basta allungare una mano. In pratica 17km quasi in apnea, poi…finalmente il rifugio! È freddo, molto più freddo dei 10°C riportati; anche qui il vento è forte.

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Abbiamo fame e siamo un pò nervosi…I panini (quasi immangiabili), le birre e il prezzo pagato per tutto, non placano lo stato d’animo.

Facciamo ritorno, portandoci ancora del malumore con noi, forse la stanchezza,  forse ancora un pò infreddoliti. Decidiamo perciò, uno stop  a Près Saint Didier.  Ci rilassiamo. Due chiacchiere, due calici, due aperitivi…è dura tornare a casa.

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