Pensieri volanti

IMG_7115Sono le 14.45, l’hostess attira la nostra attenzione per la dimostrazione sulla sicurezza in caso di…(scrivo durante il volo, quindi puntini di sospensione), ci rammentano che possiamo svuotare la loro dispensa durante il viaggio (pagando naturalmente!), ci ricordano che hanno tantissimi profumi nella loro personale vetrina, ci augurano buon viaggio e ci dicono che il volo dura quattro ore. Perciò, gentili passeggeri, siate disciplinati (aggiungo io). Quattro ore per me sono tante. Al limite della sopportazione. Tra i voli low cost credo sia tra i più lunghi. Una vacanza niente male, arriva al momento giusto, sebbene prenotata in primavera. Al momento giusto perché spero calmerà l’elettricità di Dania: le temperature sono scese di molto e lei non gradisce il freddo, visto che non può andare in letargo, spera (in realtà lo spera tutta la famiglia) di trovare a Fuerteventura temperature tali da accumulare caldo per tutto l’inverno. Al momento giusto, anche per Camilla, la scuola è iniziata da poco e può permettersi di assentarsi qualche giorno, inoltre, spero farà bene alla sua agitazione adolescenziale. Per me, il martire, è sempre il momento giusto. Basta andar via.

Partire ci provoca sempre un po’ di tensione. Tensione legata alla preparazione del viaggio. I presupposti nel portare poche cose, sono demoliti al momento di aprire il trolley. “Andiamo al caldo, basta portare due magliette e un pareo”. Dania esordisce sempre così, ma quando mettiamo i rispettivi trolley sopra la bilancia, come i pugili prima di un incontro, finisce sempre che Dania deve togliere, aggiungere, calcolare i pesi degli oggetti…per partire occorre prima prendere la sufficienza ad un compito di matematica. Ma la domanda “ti sei ricordato di…?”, fatta mentre prendiamo posto sull’aeromobile è sconcertante. Per fortuna che tutte le prenotazioni on line sono a portata di telefono. Niente più carta!

I nostri animi si alleggeriscono dopo la scansionatura (passaggio apparentemente semplice, ma non sempre snello), lo stomaco si apre, giustificato dal fatto che sono le 13, quindi, trovarsi davanti al banco del vitto, è un attimo. In realtà nessuno mangia molto, io però, ancora devo digerire.

Bene, siamo a bordo, ma sono lontano dalle mie donne. I posti prenotati hanno un prezzo che abbiamo deciso di non pagare. Strana sensazione non viaggiare vicini. L’aereo non è pieno come mi aspettavo, i passeggeri si comportano bene, ognuno si gode il viaggio a suo modo. Il brusio di sottofondo è quasi piacevole, sbadiglio in continuazione, magari riesco anche a chiudere gli occhi per un micro sonno. Gli annunci per le offerte di alimenti e oggetti di varia natura sono finiti. Bene.

Bene, ora gli annunci riguardano il gratta e vinci. “Oggi, ma solo per oggi, il costo di un ticket, è solo di un euro, si vince e si aiuta l’ospedale pediatrico…” Improvvisamente, nel minuscolo corridoio, c’è traffico. Gli steward con i mini carrelli fanno fatica a passare, i passeggeri sembrano inquieti (lo sapevo che quattro ore di volo son troppe), c’è un bel via vai col bagno. Finalmente l’annuncio desiderato: mancano circa cinquanta minuti alla destinazione, dieci minuti in anticipo rispetto all’orario previsto. Bene. C’è una leggera euforia e un pochino di turbolenza. Addio micro sonno. Pazienza.

Parla il comandante, ci prepara al l’atterraggio e ci informa che ci sono 27 gradi. Saranno sufficienti?

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