FuerteVentura in 4 giorni, parte prima

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua…

Quello che cantava Adriano Celentano negli Anni ’60, mi è venuta in mente d’emblée, appena tornati da Fuerteventura. Includo anche all’improvviso, perché per noi era la prima volta. In realtà le Isole Canarie le abbiamo conosciute nel 2004, andammo a Tenerife, ma le sensazioni non furono per niente positive al ritorno. Invece siamo stati fagocitati da Fuerteventura. Fagocitati? Boh, voglio dire completamente rapiti da questa isola. Dell’arcipelago è la seconda come grandezza, dopo Tenerife e si trova a soli cento chilometri dalla costa africana. Sulla guida leggo e trascrivo letteralmente la frase “…è baciata dal sole tutto l’anno e offre le spiagge più belle e più ampie delle Canarie.” Ora, sulle spiagge niente da dire, bellissime; sul resto, l’unico giorno di pioggia dell’anno l’abbiamo preso noi. Per l’esattezza l’ultimo, il giorno del rientro a casa.

Facciamo un passo indietro, torniamo a lunedì 27/11, giorno della partenza, previsto dall’aeroporto di Pisa alle 14.30. Raggiungiamo il Galileo Galilei in macchina e la lasciamo al parcheggio precedentemente prenotato online intorno alle 12.30 e in un attimo siamo già in aeroporto (consiglio AeroportoPisaPark, cento metri a piedi dalle departures e soprattutto 4€ al giorno). Preoccupati del peso delle valige, non esattamente dieci chili come la compagnia impone, facciamo degli scambi di oggetti affinché tutto torni a dovere.

Dopo i funambolici calcoli ed equazioni di peso, passiamo il check-in e via come fulmini verso un dispensatore di cibo. Ore 14 onboard, tutto regolare; aereo non tutto esaurito come mi aspettavo, decollo in orario. Atterriamo alle 18.30, con dieci minuti di anticipo all’aeroporto di Fuerteventura. Bene. Grazie alla nostra poderosa falcata , ci presentiamo per primi allo sportello Inter Rent per ritirare la magnifica Fiat500 noleggiata online per €36,27 per tutti e cinque i giorni. Mi pare un ottimo prezzo. Le operazioni per il ritiro del mezzo impongono dei tempi tecnici, necessari per le spiegazioni di ogni eventuale problema e soprattutto ciò che l’assicurazione può coprire. Poi importante, riportare la macchina sempre col pieno di benzina (o gasolio). Non sarà una grossa spesa, visti i consumi contenuti della 500 e perché la benzina costa €0,95 ( il gasolio €0,90).

Finalmente a bordo, piccola, accogliente e con tettuccio trasparente. Una figata!

Spesso acquistare biglietti aerei a basso costo, vuol dire arrivare nella nuova terra, quando il sole se n’è andato già da un po’. Non è la prima volta che lo facciamo ma non è per niente carino, non abbiamo bene la percezione di ciò che ci circonda e personalmente, faccio più fatica ad orientarmi. Fortunatamente l’aeroporto e l’appartamento (prenotato con AirB&B), distano solo 6 chilometri e con il navigatore è un gioco da ragazzi. Il bilocale è situato in un grande complesso residenziale (Bouganville) e ogni abitazione gode di affaccio sulla piscina interna. Conosciamo Cristina (il nostro contatto per la consegna delle chiavi), ci mostra l’appartamento (nuovo di pacca), ci dà due dritte per muoversi nell’immediato e ci salutiamo. Ora siamo tutti e tre più rilassati, felici e affamati. È necessario un salto al supermercato Mercadona per un po’ di spesa. Spendiamo 50€ comprando un bel po’ di cose. Cuciniamo qualcosa, la cena sul nostro terrazzino è molto piacevole, aria fresca, una bottiglia di vino, itinerario per domani, foto di rito, un po’ di cazzeggio e siamo a letto.

Il sole bacia i belli. Pare. E il sole è proprio lì ad attenderci, nonostante il nostro riluttante aspetto alle otto di mattina. Il terrazzino è ora sede della colazione. Il sole è poco sopra la linea del mare, lascia una lunga scia nell’acqua e si riflette nella piscina. Le nubi partecipano al gioco di colori che si formano in cielo. La nostra prima colazione dura molto più del previsto.

Bene allora, si parte! Trucco e parrucco ok, il materiale per foto c’è. Prima marcia ingranata, direzione sud, passando per vie centrali. Da Costa de Antigua dove risediamo, andiamo verso Betancuria attraverso la FV-413 e FV-416. Il panorama è subito chiaro è incredibile: appena ci allontaniamo dalla costa inizia il deserto e il territorio è decisamente brullo. Da Betancuria poi, imbocchiamo facilmente la FV-30 che ci porta a Pájara. Il percorso è stupefacente, la strada si inerpica tra le colline di un paesaggio lunare e misterioso. Percorriamo la strada molto piano, per godere al meglio di ciò che ci circonda. Al lato della strada ci sono due enormi statue che rappresentano due sovrani pre ispanici. Poco più avanti viriamo a sinistra e imbocchiamo una strada sterrata per poche centinaia di metri, seguendo Mirador Morro Velosa . Fermata azzeccatissima: troviamo un punto panoramico incredibile, costituito da un bar che include uno spazio dedicato all’ambiente circostante. Foto a quantità, prendiamo tre caffè cortado e riprendiamo la strada.

Ancora in tutta tranquillità. Forse troppa, visto che Dania mi sollecita nel premere l’acceleratore, mentre Camilla si diletta con la action cam.

Passiamo Pájara, Tuineje la strada si trasforma da FV-20 a FV-2, che riprende la costa e rivediamo il mare. Raggiungiamo Morro Jable , pranziamo su una spiaggia immensa con vista sul Faro del Matorral. Pasteggiamo con due ottime birrette, ne vorrei un’altra ma dobbiamo andare alla stazione dei bus, da qui un mezzo ci porterà a Playa de Cofete. Grazie al mio spagnolo fluente, al più fluente inglese di Camilla, i ragazzi del locale ci indicano la strada per raggiungere la stazione. Non è lontano, occorre non sbagliare due incroci. In sette minuti ci troviamo al punto desiderato (ovviamente). Alle ore 14 un magnifico bus 4per4 (€8,50c.u. a tratta), ci porta alla spiaggia. La strada è divertente es è sterrata. Ci sono anche macchine comuni, noi non abbiamo voluto rischiare con l’auto a noleggio.

Poi è molto più godibile farsi trasportare. Arriviamo dopo 45 minuti, la spiaggia è immensa, il vento è forte, è super proibito fare il bagno a caus delle forti correnti (anche l’autista ce lo ricorda più volte). Facciamo un nella passeggiata, foto, corsa di velocità con Camilla (stracciata!), foto e ancora foto. Alle ore 16.30 ritorno alla stazione (è l’ultima corsa per tornare a Morro Jable). Di nuovo in macchina con destino Las Playitas, paesino per veri sportivi di ogni disciplina. Ci sono palestre, una piscina, campi da basket, calcetto, tennis, una parete per arrampicata e per gli amanti del golf un campo a 18 buche. Passeggiamo alla scoperta del luogo. Abbiamo voglia di mangiare del pesce, meno male è facile trovare chi può soddisfarci. Il Restaurante La Rampa in Avenida Miramar 1, ci sazia a sufficienza. La signora ci mostra il pesce del giorno (sembra ancora vivo), lo mangerei crudo, così com’è. Invece lo porta cotto alla griglia ed è una meraviglia. Considerate le mie doppie porzioni, due bottiglie di vino, Camilla, Dania, il prezzo di 107€ mi sembra ragionevole. Bon, è tempo di tornare.

El segundo día:

puntiamo al nord, mare sempre alla nostra destra, attraverso la FV-1. Bella strada, sembra di poter toccare il mare, semplicemente allungando una mano fuori dal finestrino. Quello che ha davvero dell’incredibile, è lo scenario che si apre davanti a noi alle porte di Corralejo. A destra il mare, a sinistra il deserto. Quando scrivo deserto, intendo di vere e proprie dune di sabbia. Basta camminare un po’ verso l’interno è il mare verso di noi sparisce. Fantastico! È il Parco Naturale delle dune di Corralejo, dove è possibile fare delle gite sul cammello. Il nostro obiettivo è il porto di Corralejo per comprare i biglietti che ci porteranno alla Isla de Lobos . Così è: circa trenta minuti di traversata e 15€ andata e ritorno per persona. Abbiamo letto che è possibile fare un giro completo dell’isola a piedi in circa un’ora. Letto ma non fatto. Il cielo bellissimo, il sole caldo hanno cullato il sonno di tutti e tre su una spiaggia bianchissima, dopo un bagno in un acqua tanto azzurra quanto fredda (o gelida?). Ritorno obbligato alle ore 16 e dopo una passeggiata tra le viuzze di Corralejo, costellata di ristoranti, alle ore 18, imperdibile il tramonto sulle dune. Molto suggestivo. Stasera cuciniamo noi con prodotti locali. Anche il vino è dell’isola. Bianco. Buono. Diciamo au revoir ad una bottiglia. La sera scorre rapida, la nostra tivù è osservare l’interno del residence, animato da una moltitudine di persone provenienti dal mondo.

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