Digressione

Cartoline che passione

CAMILLA

Salve, sono Camilla la figlia di Dania  e David e  ho 17 anni. Presa dalla scia bloggista che i miei genitori stanno portando avanti da un pò di tempo, ho deciso provare anche io a contribuire come autrice, oltre che a lavorare dietro le quinte come improvvisata: web designer, editor, grafica, social media manager e chi più ne ha più ne metta.

Ed eccomi qui che scrivo il mio primo articolo.

Questo articolo lo dedico alle cartoline, che sono sempre state una mia grande passione. Mamma dice che fanno parte del mio essere vecchia dentro, che io tramuto in avere un’anima vintage. Questa passione, non so esattamente da cosa è scaturita, ma da quanto mi ricordo, quando ero piccola i miei nonni mi dicevano sempre e continuano imperterriti  “Mi raccomando manda una cartolina alla nonna!” e io lo faccio, però poi ho incominciato a pensare… Ma se spedisco le cartoline alle nonne, perchè non agli altri parenti e agli amici stretti? (E vorrei sottolineare che stiamo parlando all’incirca di nove persone). Da allora comprare, scrivere e spedire le cartoline è diventata una tradizione, che richiede delle regole salde e minuziose. Qui di seguito riporto quelle essenziali per entrare nello spirito.

Prima regola:

Assicurarsi che la cartolina che state comprando raffigura un luogo che avete visitato… sennò non ha senso, e perde di significato il fatto stesso di inviare una cartolina.

Seconda regola:

MAI comprare un doppione. So che questa regola di primo acchito può sembrare inutile. Ma se ci riflettiamo bene: se uno si impegna nella spedizione delle cartoline è necessario sceglierle con cura, e se si comprano tutte uguali non è più divertente stare due ore davanti alla colonnina delle cartoline con i tuoi genitori che ti assillano: Camilla, mattimovi! (alquanto rudi certe volte, non pensate?). Inoltre, per me, è impossibile che ci sia una sola cartolina che mi attiri a sè, quindi, il fatto di comprarne molte e tutte diverse vien dà sè.

Terza regola:

Le cartoline devono essere classiche, ovvero, sono assolutamente vietate le cartoline: brillantinose ruvide, o  con sagome di animali, o in 3D , o con scritte fluo o arcobaleno. La cartolina, per intendersi, deve essere semplicemente un cartoncino con sopra stampata una foto come da definizione:

cartolina
/car·to·lì·na/
sostantivo femminile
– Cartoncino rettangolare per inviare brevi notizie o saluti o comunicazioni.

“c. illustrata”


Adesso abbiamo le cartoline, ma cosa scrivere in una cartolina? Sono a conoscenza di persone che scrivevano solo il loro nome, ma non è il mio caso. Io preferisco riempire quello spazietto, inesorabilmente piccolo, di scritte ovunque in tutte le direzioni e con disegnini a tema sparsi per tutto il rettangolo dedicato. Faccio un esempio. Quando solo andata in Great Britain ho spedito, sette cartoline, e ognuna munita della faccina sorridente della regina Elisabetta II con la sua immancabile manina sventolante+borsetta. Mentre quando la crazy family si è spostata per qualche giorno a Fuerteventura, nel periodo natalizio, abbiamo scritto ai nonni una lettera me-mo-ra-bi-le, infatti la potete trovare tra gli articoli del blog, oppure cliccando qui.
Perfetto, adesso che sono state stabilite le regole possiamo parlare della spedizione. Ebbene, la spedizione può sembrare la cosa più semplice del mondo, ma in realtà si rivela molto più complessa di quanto ci si possa immaginare se hai parenti sparsi in tutta la toscana e devi avere appuntati tutti i loro indirizi, muniti di numeri civici e CAP, cercando di non sbagliarli o perdere il libretto degli appunti, cosa molto probabile conoscendomi. E posso assicurarvi che la mia carissima Nonna Anna, che saluto se mai leggerà questo l’articolo, che abita a Biccimurri-Larciano-Pistoia-PT, non aiuta.
Questi che vi dico adesso sono due strategie che utilizzo per non sgarrare mai. Il primo: contate sempre il numero di cartoline che state per spedire e poi contate attentamente quelle  che cascano della buca delle lettere, così nel caso ne fosse sfuggita una da qualche parte ve ne accorgereste subito. Il Secondo: Imbucate tutte le cartoline insieme, perchè almeno che non vi troviate in Gran Bretagna non è così tanto comune trovare una buca da lettere visibile o riconoscibile.
Qui vi lascio un link di come scrivere una cartolina, perchè di questi tempi pochi sanno come si scrive una cartolina. l’ordine della colonna di destra, dove va messo il francobollo e così via.
Le cartoline, giuro è l’ultima cosuccia e poi ho finito, oltre ad essere spedite possono anche collezionate, o meglio accumulate e lasciate in una scatola da scarpe. Però è sempre bello rivederle ogni tanto, accumulate negli anni: dai viaggi, dalle librerie, dai musei o chi sa dove…
E con questo è tutto, alla prossima!

16 pensieri su “Cartoline che passione

    • Anche io l’ho fatto qualche volta, ma non perchè volevo fare la tirchia, semplicemente me ne scordavo. Anche se devo dire che i francobolli costano molto e i prezzi continuano ad aumentare… io però continuerò a spedirle, ormai è tradizione.

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  1. Decisamente un post dall’anima vintage! Io ho smesso di spedire cartoline, ma il mio compagno no, ci tiene e quindi vivo ogni volta il piccolo dramma del trova cartoline-comprale in un posto che venda anche francobolli – e ora dove li compriamo i francobolli?- ma tu hai visto qualche buca delle lettere a giro? Il mio massimo fu a New York, andare alle poste di fronte al Madison Square Garden, fare la coda insieme ai newyorkesi e comprare i francobolli. Fu bellissimo, c’è poco da fare.

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  2. Anche io le colleziono da sempre, ho avuto la fortuna di viaggiare sin da piccola con i miei genitori, e ogni volta in un posto nuovo oltre a comprare souvenirs per i miei amici, per me compravo UNA CARTOLINA e UNA STATUETTA raffigurante il monumento più famoso di quella città. anche quando cambierò casa me li porterò con me e ci sarà una bacheca dedicata solo ai miei viaggi 🙂

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  3. Angelica & Christian - Destinazione Mondo 20 ha detto:

    Noi abbiamo una collezione infinita di tutte queste cartoline provenienti da ogni angolo del mondo. Questa passione ce l’hanno passata i nostri genitori e non riusciamo a smettere 😍

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