Festa di carnevale e usanze popolari!

Oramai siamo entrati nel vivo del Carnevale, a Viareggio hanno già sfilato i carri e le feste si susseguono, party per grandi e bambini, scherzi e dolci carnevaleschi in ogni dove.

Quando ero piccola, naturalmente adoravo gli abiti da principessa, ma mia mamma avendo 3 figli, 2 femmine ed 1 maschio, non si poteva permettere abiti acquistati quindi si ingegnava e via con il fai da te! Con la macchina da cucire gli bastava un pò di stoffa colorata una parrucca fatta con mezzo pallone della supertele forato e decorato con fili di lana colorato e il gioco era fatto, ecco a voi il Pagliaccio, il Pierrot, triste, con abito di raso bianco, ponpon e bandana nera in testa e l’immancabile lacrima sulla guancia, l’Odalisca, con lupetto color carne, gilet glitterato e una cintura in vita con tante strisce colorate cucite sotto, calze di lana, l’indiana con una fascia in testa con le piume che erano di vera gallina e vera anatra, magari degustate durante un pasto domenicale, anche qui gilet e gonna con frange e perline.

La festa da noi iniziava subito dopo la Befana, perchè se volevi il vestito dovevi iniziare a piangere e lamentarti che non avevi cosa metterti per carnevale e come dice una nota canzone toscana, bimbi piangete che mamma ve lo compra, nel mio caso non lo comprava ma era costretta dopo il lavoro a rimettersi sulla macchina da cucire per realizzare il costume di carnevale.

Poi c’era la corsa ai coriandoli, se ne trovavano di diversa fattura ma i più belli erano quelli coloratissimi e magari anche di misura diversa, poi il manganello e le stelle filanti che ogni anno le maestre ce le facevano intrecciare per realizzare le decorazioni carnevalesche, le maschere ce le facevamo noi con cartoncino bristol ed elastico i più fantasiosi usavano anche brillantini e colla vinilica per decorarle, ai maschietti veniva sempre comprata la pistola e il cappello da cowboy che tanto con un paio di jeans e una camicia a quadri facevano già sceriffo del vecchio west.

carnevale

E poi c’era la preparazione dei dolci carnevaleschi, dalle mie parti grande risalto avevano i cenci, e le mamme facevano a gara a chi li faceva più buoni, ma tradizione popolare è il berlingozzo, dolce povero fatto con uova farina latte e semi di anice dalla forma a ciambella schiacciata, cotto su carta gialla oleata, e poi la torta regina del carnevale, la schiacciata fiorentina, un semplice pan di spagna, ma molto basso, con decorato il giglio sopra, farcita con panna fresca, una vera delizia per i palati.

Durante le feste di carnevale non mancava la pentolaccia il gioco più divertente che ci sia per i bambini, si attaccavano dei sacchetti di carta, riempiendoli con coriandoli, farina, e dolci ad un filo che passava da parte a parte in una grande stanza ed i bambini a turno con gli occhi bendati ed un bastone in mano dovevano cercare di rompere il sacchetto, se ci riuscivano tutto il contenuto se lo potevano portare a casa, evitando magari di tirare bastonate agli altri partecipanti. E che dire della corsa dei sacchi, bene noi facevamo anche quella, ci infilavamo in sacchi di iuta, che venivano usati per metterci cereali o mangimi per polli e conigli, e via a saltellare fino al traguardo finale, in quei giochi vincevamo tutti, per tutti c’erano premi e dolci a volontà.

Parlando al telefono con la mamma poi ho riscoperto un ricordo ancora più lontano legato alla mia infanzia.

Più o meno è andata così:

Io: pronto mamma.

Mamma: dimmi cosa c’è, tutto bene?

Io: si bene, tutto bene, senti ti ricordi quando nonna per carnevale bruciava nel campo lo spaventapasseri?

Mamma: non era uno spaventapasseri era un Berlingaccio e poi lo facevamo noi, lei dava solo fuoco.

Io: vabbè ma lo faceva anche lei.

Mamma: non ha mai fatto nulla, figuriamoci! Tramandava solo la tradizione.

Io: nuvoletta di pensiero anche lei andava d’accordo con sua madre come me! si facevano le carezze col rastrello, gente di campagna…

Io: si ma raccontami di più, quando veniva fatto? Perchè gli davate fuoco?

Mamma: la mattina di giovedì grasso andavamo alla ricerca di paglia e fieno nei vari cortili del paese, mettevamo due pali in croce e con paglia, spago e stracci costruivamo un Berlingaccio che avesse le sembianze di un uomo.

Io: e poi?

Mamma: poi la sera dopo esserci rimpinzati di polpette fritte e in umido Berlingozzo cenci e frittelle gli davamo fuoco perchè era finito il periodo grasso e iniziava la quaresima quindi tutti a dieta forzata in attesa della Pasqua.

Io: ah va bene ho capito.

Mamma: tutto qui? ma perchè me lo chiedi?

Io: no nulla volevo scrivere un’aricolo sulle tradizioni del carnevale e ricordavo il falò ma era tutto molto annebbiato.

Mamma: ma te non hai niente da fare tutto il giorno per pensare a queste cretinate.

Io: ciao mamma ci sentiamo presto stammi bene.

Mamma: ciao saluta la bimba e digli che ogni tanto può anche chiamare!

E ora via tutti a preparare una maschera e trucco per passare un bel Carnevale con amici magari a Viareggio, per vedere i meravigliosi carri e la sera scorrazzare per le vie della darsena dove le notti di Carnevale sono ricche di cibo vino e balli per la strada, ma se avete bambini piccoli portateli a Vecchiano li il Carnevale è fatto solo per loro, possono salire sui carri e divertirsi nella piazza con giochi e musica.

Voi come trascorrete il vostro carnevale, quali sono i vostri piatti tipici e le vostre maschere preferite?

Raccontatemelo qui sono curiosa di sentire anche le vostre esperienze.

 

 

 

 

 

 

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