fuerteventura ci risiamo

Fuerteventura, ci risiamo!

FUERTEVENTURA

Parafrasando una canzone del duo Mina~Cocciante di qualche tempo fa, mi viene da dire se ci risiamo ci sarà un perché. 

Il perché è molto semplice: troppo bello per non tornare. Quindi, il giorno cinque febbraio, eccoci di nuovo! Manca la nostra web maker, Camilla, ma gli impegni scolastici le hanno impedito di seguirci.

fuerteventura ci risiamo

Tocchiamo terra canarina alle 18.30, puntuali. Aspettiamo i trolley, prendiamo la macchina noleggiata e andiamo a conoscere Andrè, l’host dell’appartamento trovato con AirB&B, che si trova a Lajares. Basta uno sguardo alla cartina e procediamo sicuri (la cittadina di trova a circa 30km dall’aeroporto, verso nord). Arriviamo senza intoppi, dopo trenta minuti o poco più. Andrè ci sta aspettando. Personaggio splendido, che fa muovere gli ingranaggi del mio francese (lui, parigino). Ci mostra l’originale sistemazione a noi riservata e si congeda. La fame si fa sentire e appena pronti, puntiamo la pizzeria suggerita da Andrè. Due stuzzichini e un bicchiere di vino ci fanno rilassare. Siamo contenti d’essere ancora qui, impazienti che sia giorno per montare in macchina e andare un po’ in giro, senza una meta in particolare ma facendoci portare semplicemente dalla strada.

La vicina El Cotillo (ancora indenne dalla speculazione edilizia) è sempre splendida con le sue spiagge dominate dal Castillo de Tostón, battute costantemente dalle onde dove, in molti, tentano acrobazie per mantenersi in piedi sulla tavola da surf; la bellissima passeggiata a picco sul mare e le molte stradine che si snodano nel piccolo centro costellato da bar e ristoranti e da negozi di vario genere. Non poteva mancare il caffè cortado in un piccolo ma carinissimo bar, dove il menu è scritto su due tavole da surf, poste davanti all’entrata come due colonne.

Saltiamo in macchina, andiamo verso le splendide e affascinanti dune del Paque Natural Duna de Corralejo. Questa volta troviamo gli acrobati del Kitesurf con le loro evoluzioni

Poi è la volta di una passeggiata nella zona turistica di Corralejo costellata da negozi di ogni tipo, ristoranti e anche firme internazionali dell’abbigliamento.

Il tempo passa veloce, giriamo, maciniamo diversi chilometri ogni giorno, andiamo semplicemente dove vogliamo. Torniamo la sera un po’ provati ma soddisfatti e ben contenti dell’esperienza della giornata.

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Come possiamo non essere appagati dalla semplicità di Pozo Negro (zona orientale dell’isola), un minuscolo centro di pescatori caratterizzato da poche case, due ristoranti-bar, situati su un acciottolato scuro. Il pranzo dal El Pescador, quantomeno delizioso

Il nostro girovagare ci ha portato a La Salinas del Carmen (ad una manciata di chilometri da Pozo Negro), dove si trovano le vasche per raccolta e distribuzione del sale.

L’ultimo giorno, facciamo letteralmente i globe trotter. Passiamo da Tuineje e scatto alla sua chiesa.

Una passeggiata sul grande lungo mare di Gran Tarajal e considerato che è a due passi, visita la Faro de la Entellada.

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Situato su una collina, al termine di una piccola strada senza barriere laterali (attenzione ai più impressionabili, lo strapiombo non è niente male!).

Concludiamo il vagabondare a Lajares. Piccolo centro ma interessantissimo. Un insieme di culture e di esperienze molto ampie, raccolte in una strada con molti negozi di vario genere e gli immancabili punti di ristoro. Due birre al bancone, sono doverose.

Finiamo la sera, preparando una cenetta niente male: polpo alla gallega e patas (quasi) arrugadas. Vino bianco locale, naturalmente.

Prima del congedo notturno, Andrè viene a salutarci e si presenta con pantaloni corti e Ugg. Dice che ha freddo e non è più abituato a temperature troppo vicine ai dieci gradi. Lui che è sempre in ciabatte. Effettivamente il clima non è stato benevolo in questi primi giorni: anche noi non siamo preparati e non abbiamo vestiti adeguati.

Ci corichiamo col sorriso sulle labbra. Domani sarà, per noi, la prima volta…

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