Due Passi in motocicletta

Sistemazione

Oramai questa estate siamo stati fagocitati dal campeggio, sembrava dimenticato, ed invece è bastato montare la tenda per una notte per riconciliarsi con le stelle. Con un giorno e mezzo a disposizione, puntiamo ancora al fresco: Appennino Tosco Emiliano.

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Il pernottamento è al camping l’Oasi Naturale Lamastrone, con alloggiamento dentro il bosco e accanto, la fedelissima due cilindri. Il veloce e facile montaggio della tenda a ombrello, ci permette di prendere visione della location naturalistica. Il campeggio è veramente incantevole e il contatto con la natura altrettanto favoloso; il bosco a disposizione che gira intorno ad un laghetto splendido, ha un impatto visivo esaltante. Ciò che ci ha lasciati perplessi è la libertà di poter accendere fuochi ovunque e la possibilità di diffondere musica da impianti privati a qualunque ora (mancanza di educazione o di un regolamento che vieta certi comportamenti? Non so). Anche la scarsità di bagni ci lascia dubbiosi.

Preparazione

Le 18 son passate da un pezzo, i campeggiatori stanziali e occasionali si preparano a grigliate enormi a giudicare dal l’allestimento dei fuochi che a breve illumineranno la sera. Noi registriamo la nostra presenza al bar e paghiamo il pernottamento (solo 16euro!) e ci rilassiamo con un buon aperitivo prima e la cena seguente dopo. Cena che è una esaltazione del gusto: buonissima ad un prezzo giustissimo. La serata scorre via piacevole e fresca, grazie ai 20 gradi scarsi, parlottando della strada da percorrere il giorno dopo.

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In sella

Alle 8 siamo già pronti, non abbiamo orario nel lasciare la piazzola, quindi, colazione e in sella. L’aria è magnifica, siamo pronti per due passi in motocicletta. Il Passo Pradarena dista solo 6km e dal comune di Ventasso (provincia di Reggio Emilia), inizia il nostro vagabondare ma con l’indice puntato al Passo del Cerreto, distante solo circa 35 minuti.

La strada

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Appena entrati in Emilia Romagna, 5km e il bivio per il Cerreto è a sinistra. La strada è la provinciale 91. Il panorama dell’Appennino Tosco Emiliano, si mostra, ancora una volta, meraviglioso, piacevole, qualunque sia il punto di vista. Nel nostro percorso ci segue la montagna a zoccolo di gnu: ribattezzata così da noi, a causa della sua cima particolare, in realtà Pietra di Bismantova. Unica nota stonata, l’asfalto. In pratica completamente distrutto! Buche, crepe, sassi lungo la carreggiata e in più la strada molto stretta, impediscono di rilassarmi durante la guida. Il divertimento arriva incrociando la strada statale 63, all’altezza di Collagna, caratterizzata da un asfalto discreto e da continui saliscendi. L’armonia del paesaggio si unisce al piacere e alla voglia di stare in sella. Necessario il contributo della manopola del gas; in alcuni tratti è doveroso osare per apprezzare dei tornanti niente male. Usciti dall’ultima curva, il ristoro del Passo del Cerreto è sulla destra. Il parcheggio è gremito di bikers, già questo basta per essere giulivi. Ovvio che una sosta è obbligatoria, stavolta solo caffè e acqua. Il bar/ristoro si affaccia su una vallata stupefacente, è dura a venir via. Ma necessario.

due passi in motocicletta

Al ritorno decidiamo un cambio strada, circa 15 minuti in più ma la strada concede una guida più rilassante. Seguiamo sempre la ss63, verso Collagna prima, poi Ligonchio, vivace paese che ci conduce al punto di partenza: Passo Pradarena. Bene, è giunto il momento di fermarci al ristorante per un bicchiere di Lambrusco secco e i tanto sospirati gnocchi fritti. In verità un bicchiere non è bastato, ma il campeggio è al poggio più in giù. Tre minuti.

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