marocco

Fés viaggio indietro nel tempo

Immergersi nella cultura locale di Fés.

Fés: una delle città imperiali del Marocco, ma anche la città dove vive il Re con la sua famiglia. 

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Fés si divide in due: la città moderna piena di luci, locali, grandi alberghi, ristoranti, e la parte antica con la Medina, un labirinto di strade con mercati all’aperto, quartieri di macellai, fruttivendoli, agenzie immobiliari, ma non vi voglio rovinare la sorpresa

LA MEDINA DI FéS

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Ingresso del negozio riservato ai dipendenti!

Si narra che nella Medina ci siano più di novemila strade, io non sono riuscita a contarle, ma di certo sono tante.

Il Riad era nel quartiere Rcif, alla porta della Medina da lì trovavamo subito banchi di frutta secca, datteri enormi, un paradiso per me! 

Nella zona della medina dedicata agli alimenti non manca di trovare il macellaio che espone teste di cammello o capretto ancora sanguinanti appesi come pignatte, i commessi per entrare dentro saltavano fisicamente il bancone che per la maggior parte era in muratura.

Il banco dei cereali e pasta non vende i prodotti confezionati, ma all’interno di giganteschi cesti con i prodotti: riso, farro, farine varie, ma anche pasta come penne e fusilli, tutto sfuso.

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Tipica agenzia immobiliare!

Ci ha incuriosito l’agenzia immobiliare, si tratta di una piccola nicchia, alta un metro e mezzo dove il proprietario per entrare doveva saltare dentro o usare una piccola scala, lì lavorava con un computer portatile e migliaia di fogli e libri sparsi per terra o che tappezzavano la stanza.

 Per visitare la medina il primo giorno ci siamo affidati ad una guida non proprio legale…  si trattava di un bambino di circa 8 anni esile e carino che si è offerto di portarci in giro per la città.

All’inizio non capivamo come mai ci stava a debita distanza, non ci perdeva mai di vista, ma stava lontano da noi, poi abbiamo capito, loro non potrebbero accompagnarci in giro non sono guide ufficiali e rischiano la prigione, in più acquistando nei negozi loro prendono una percentuale.

Grazie alla nostra giuda turistica abbiamo appreso come viene prodotto  l’olio di Argan:  ci hanno  illustrato come viene ricavato l’olio dalle noci e come avviene la spremitura. La noce viene rotta ed estratto il frutto, poi viene schiacciato mettendolo in una macina composta da due grandi pietre circolari fatte sfregare fra loro e dal frutto fuoriesce un composto oleoso.

L’OLIO DI ARGAN

L’olio di argan di per sé non ha nessuna aroma profumata, ma è possibile dargli una fragranza. Usatissimo come elisir di bellezza per le donne marocchine, in più può essere utilizzato anche come alimento ma le noci di argan devono essere prima tostate per ottenere un olio alimentare.

Se capitate in questi negozi rimarrete catturati dalla quantità di barattoli, spezie e profumi, lì ho acquistato anche un profumatore per ambiente naturale dalla fragranza delicata ottima per profumare la biancheria. Purtroppo non ricordo il nome.

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TELAIO

Nella medina si trovano tantissimi artigiani come non avevo mai visto,  grazie al piccolo bambino siamo entrati in negozi di stoffa dove abbiamo scoperto esserci sempre il telaio a mano, dove vengono prodotti bellissimi tessuti per poi realizzare ogni sorta di abito o telo d’arredamento.

Fés è la citta del marocco con la più grande di produzione di pelle di ottima qualità, imperdibile la visita alle  concerie Chaouwara che occupano un intero quartiere, usano la pelle di capra, mucca, cammello e pecora che ancora oggi viene trasportata su asini e condotta alle concerie dove avviene la sua lavorazione.

Le concerie sono composte da tantissime vasche dove avvengono i passaggi della concia e della colorazione, per poterle osservare meglio siamo entrati in un negozio di pellami e ci siamo diretti verso le terrazze, da li si può osservare il lavoro che viene eseguito.

L’odore è pungente e sgradevole e subito ci viene data la menta per alleviare il tanfo. 

Per conciare le pelli vengono sempre usati metodi antichi e cioè l’urina di vacca e escrementi di piccioni, per colorare zafferano, indaco e papavero, i conciatori puliscono le pelli, le ammorbidiscono, le colorano e infine le stendono ad asciugare.

FéS IN BOCCA

Come ogni viaggio che ci contraddistingue per conoscere bene i posti che visitiamo, dobbiamo anche mangiare i piatti tipici e assecondare le loro usanze.

In Marocco come in qualsiasi paese musulmano gli alcolici sono banditi ma il tè alla menta lo sostituisce in ogni pasto.

Nella medina si può anche mangiare il cibo di strada, ottimi gli arrosticini di agnello da mangiare mentre si passeggia, zuppe di fave all’aglio che vengono servite in ciotole di coccio e un pò di pane, e le lumache arrosto delle vere prelibatezze, io non ho avuto il piacere e nemmeno lo stomaco.

Si possono trovare ristoranti lussuosi ma anche piccole trattorie familiari, umili un pò polverose ma frequentate spesso da gente del luogo.

In una di queste, trovata non facilmente ci siamo recati per un pranzo, il cuoco ci ha invitato tutti e 4 ad assaggiare i piatti del giorno direttamente nella sua cucina per farci scegliere cosa volevamo mangiare.

Naturalmente noi abbiamo assaggiato e poi ordinato tutto quello che ci ha proposto, non è mancato di mangiare anche in ristoranti con splendide terazze che affacciano sulla città.

HAMMAM DI FéS

Andare in Marocco e non passare una bella giornata in un hammam non è visitare il Marocco.

Nella città nuova abbiamo trovato molti alberghi con spa e hammam, ma noi volevamo mischiarci alla popolazione e abbiamo trovato il posto che faceva per noi.

L’esperienza è originale, ci hanno diviso, io e LACAMI da una parte e ILTATINO e ARCANGELO dall’altra.

Scesi pochi scalini abbiamo raggiunto gli spogliatoi dove abbiamo trovato un vassoio con accappatoio, ciabatte, sapone e guanto di crine.

Le nostre assistenti ci hanno indicato i vari passaggi bagno turco, vasca con idromassaggio poi ci hanno fatto accomodare su un lettino di marmo e li è iniziato il trattamento esfoliante con un guanto kis (guanto di crine) e savon beldi (sapone all’olio di oliva), dovevamo tenerci ben saldi alle  maniglie del lettino per non sgusciare in terra, io e LACAMI ogni tanto ci guardavamo stupite da tanto vigore di queste piccole signore che strofinavano i nostri corpi. Siamo state strigliate ben bene e poi massaggiate, è stato tutto molto rilassante.

MEKNES VOLUBILIS

Il venerdì nei paesi musulmani è santo tutti sono in festa ed è difficile visitare musei e Medine, quindi decidiamo di prendere il treno e dirigerci a Meknès, la quarta città imperiale del Marocco.

Meknès, più piccola e modesta delle altre, circondata da fertili pianure che si estendono fino ai piedi del Medio Atlante. Scopriamo che qui vengono coltivati cereali, viti, agrumi e olive.

Arrivati alla stazione di Meknès prendiamo subito un taxi per andare a Volubilis, dove c’è un importante sito archeologico fondato nel corso del III secolo a.C. da mercanti cartaginesi e verso il 40 d.C. Volubilis fu annessa all’impero romano, che considerava le terre del Marocco molto fertili.

Il tassista che ci ha accompagnato per questa gita ci ha spiegato che gran parte del paese produce olio di oliva e che stanno nascendo sempre più aziende agricole che esportano olio in tutta europa.

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L’ultima sera  a Fés siamo riusciti anche a trovare una rosticceria dove poter acquistare del tajine con pentole di coccio e delle birre in un piccolo supermercato vicino alla stazione. Il giorno seguente saremo ripartiti per il futuro e volevamo festeggiare!

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