Fuerteventura mare d’inverno.

Fuerteventura, cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua…

Siamo stati fagocitati da Fuerteventura. Fagocitati? Boh, voglio dire completamente rapiti da questa isola.

Dell’arcipelago è la seconda come grandezza, dopo Tenerife e si trova a soli cento chilometri dalla costa africana. Sulla guida leggo e trascrivo letteralmente la frase “…è baciata dal sole tutto l’anno e offre le spiagge più belle e più ampie delle Canarie.”

Partenza per Fuerteventura 

Il giorno della partenza per Fuerteventura, previsto dall’aeroporto di Pisa alle 14.30. Raggiungiamo il Galileo Galilei in macchina e la lasciamo al parcheggio precedentemente prenotato online intorno alle 12.30 e in un attimo siamo già in aeroporto (consiglio AeroportoPisaPark, cento metri a piedi dalle departures e soprattutto 4€ al giorno). Preoccupati del peso delle valige, non esattamente dieci chili come la compagnia impone, facciamo degli scambi di oggetti affinché tutto torni a dovere.

In aereo per Fuerteventura

Dopo i funambolici calcoli ed equazioni di peso, passiamo il check-in e via come fulmini verso un dispensatore di cibo. Ore 14 onboard, tutto regolare; aereo non tutto esaurito come mi aspettavo, decollo in orario.

Atterriamo alle 18.30, con dieci minuti di anticipo all’aeroporto di Fuerteventura. Bene!

Noleggio auto a Fuerteventua 

Grazie alla nostra poderosa falcata , ci presentiamo per primi allo sportello Inter Rent per ritirare la magnifica Fiat500 noleggiata online per 36,27€ per tutti e cinque i giorni. Mi pare un ottimo prezzo. Le operazioni per il ritiro del mezzo impongono dei tempi tecnici, necessari per le spiegazioni di ogni eventuale problema e soprattutto ciò che l’assicurazione può coprire. Poi importante, riportare la macchina sempre col pieno di benzina (o gasolio). Non sarà una grossa spesa, visti i consumi contenuti della 500 e perché la benzina costa €0,95 ( il gasolio €0,90).

Finalmente a bordo della FIAT 500, piccola, accogliente e con tettuccio trasparente. Una figata!

Spesso acquistare biglietti aerei a basso costo, vuol dire arrivare nella nuova terra, quando il sole se n’è andato già da un po’. Non è la prima volta che lo facciamo ma non è per niente carino, non abbiamo bene la percezione di ciò che ci circonda e personalmente, faccio più fatica ad orientarmi.

Dormire a Fuerteventura 

Fortunatamente l’aeroporto e l’appartamento (prenotato con AirB&B), distano solo 6 chilometri e con il navigatore è un gioco da ragazzi. Il bilocale è situato in un grande complesso residenziale (Bouganville) e ogni abitazione gode di affaccio sulla piscina interna. Conosciamo Cristina (il nostro contatto per la consegna delle chiavi), ci mostra l’appartamento (nuovo di pacca), ci dà due dritte per muoversi nell’immediato e ci salutiamo.

Ora siamo tutti e tre più rilassati, felici e affamati. È necessario un salto al supermercato Mercadona per un po’ di spesa. Spendiamo 50€ comprando un bel po’ di cose. Cuciniamo qualcosa, la cena sul nostro terrazzino è molto piacevole, aria fresca, una bottiglia di vino, itinerario per domani, foto di rito, un po’ di cazzeggio e siamo a letto.

Betancuria Morro Jable Playa de Cofete

Betancuria Morro Jable Playa de Cofete
il super 4 x 4

Il sole bacia i belli. Pare. E il sole è proprio lì ad attenderci, nonostante il nostro riluttante aspetto alle otto di mattina. Il terrazzino è ora sede della colazione. Il sole è poco sopra la linea del mare, lascia una lunga scia nell’acqua e si riflette nella piscina. Le nubi partecipano al gioco di colori che si formano in cielo. La nostra prima colazione dura molto più del previsto.

Bene allora, si parte! Trucco e parrucco ok, il materiale per foto c’è. Prima marcia ingranata, direzione sud, passando per vie centrali. Da Costa de Antigua dove risediamo, andiamo verso Betancuria attraverso la FV-413 e FV-416.

Il panorama è subito chiaro è incredibile: appena ci allontaniamo dalla costa inizia il deserto e il territorio è decisamente brullo. Da Betancuria poi, imbocchiamo facilmente la FV-30 che ci porta a Pájara. Il percorso è stupefacente, la strada si inerpica tra le colline di un paesaggio lunare e misterioso.

Mirador Morro Veloso

Percorriamo la strada molto piano, per godere al meglio di ciò che ci circonda. Al lato della strada ci sono due enormi statue che rappresentano due sovrani pre ispanici. Poco più avanti viriamo a sinistra e imbocchiamo una strada sterrata per poche centinaia di metri, seguendo Mirador Morro Velosa . Fermata azzeccatissima: troviamo un punto panoramico incredibile, costituito da un bar che include uno spazio dedicato all’ambiente circostante. Foto a quantità, prendiamo tre caffè cortado e riprendiamo la strada.

Ancora in tutta tranquillità. Forse troppa, visto che Dania mi sollecita nel premere l’acceleratore, mentre Camilla si diletta con la action cam.

Passiamo Pájara, Tuineje la strada si trasforma da FV-20 a FV-2, che riprende la costa e rivediamo il mare.

Playa de Cofete

Playa de Cofete
Cofete

Raggiungiamo Morro Jable , pranziamo su una spiaggia immensa con vista sul Faro del Matorral. Pasteggiamo con due ottime birrette, ne vorrei un’altra ma dobbiamo andare alla stazione dei bus, da qui un mezzo ci porterà a Playa de Cofete. Grazie al mio spagnolo fluente, al più fluente inglese di Camilla, i ragazzi del locale ci indicano la strada per raggiungere la stazione. Non è lontano, occorre non sbagliare due incroci.

In sette minuti ci troviamo al punto desiderato (ovviamente). Alle ore 14 un magnifico bus 4×4 (€8,50c.u. a tratta), ci porta alla spiaggia. La strada è divertente ed è sterrata. Ci sono anche macchine comuni, noi non abbiamo voluto rischiare con l’auto a noleggio.

Poi è molto più godibile farsi trasportare. Arriviamo dopo 45 minuti, la spiaggia è immensa, il vento è forte, è super proibito fare il bagno a caus delle forti correnti (anche l’autista ce lo ricorda più volte). Facciamo un nella passeggiata, foto, corsa di velocità con Camilla (stracciata!), foto e ancora foto.

Alle ore 16.30 ritorno alla stazione (è l’ultima corsa per tornare a Morro Jable). Di nuovo in macchina con destino Las Playitas, paesino per veri sportivi di ogni disciplina.

Ci sono palestre, una piscina, campi da basket, calcetto, tennis, una parete per arrampicata e per gli amanti del golf un campo a 18 buche. Passeggiamo alla scoperta del luogo.

Abbiamo voglia di mangiare del pesce, meno male è facile trovare chi può soddisfarci. Il Restaurante La Rampa in Avenida Miramar 1, ci sazia a sufficienza. La signora ci mostra il pesce del giorno (sembra ancora vivo), lo mangerei crudo, così com’è. Invece lo porta cotto alla griglia ed è una meraviglia. Considerate le mie doppie porzioni, due bottiglie di vino, Camilla, Dania, il prezzo di 107€ mi sembra ragionevole. Bon, è tempo di tornare.

Corralejo Isla de Lobos

 Parco Naturale delle dune di Corralejo
Parco Naturale delle dune di Corralejo

Puntiamo al nord di Fuerteventura, mare sempre alla nostra destra, attraverso la FV-1. Bella strada, sembra di poter toccare il mare, semplicemente allungando una mano fuori dal finestrino. Quello che ha davvero dell’incredibile, è lo scenario che si apre davanti a noi alle porte di

Corralejo

A destra il mare, a sinistra il deserto. Quando scrivo deserto, intendo di vere e proprie dune di sabbia. Basta camminare un po’ verso l’interno è il mare verso di noi sparisce. Fantastico!

È il Parco Naturale delle dune di Corralejo, dove è possibile fare delle gite sul cammello. Il nostro obiettivo è il porto di Corralejo per comprare i biglietti che ci porteranno alla Isla de Lobos. Così è: circa trenta minuti di traversata e 15€ andata e ritorno per persona.

Abbiamo letto che è possibile fare un giro completo dell’isola a piedi in circa un’ora. Letto ma non fatto.

Isla de Lobos
Una capatina nelle acque dell’isola di Lobos

Il cielo bellissimo, il sole caldo hanno cullato il sonno di tutti e tre su una spiaggia bianchissima, dopo un bagno in un acqua tanto azzurra quanto fredda (o gelida?). Ritorno obbligato alle ore 16 e dopo una passeggiata tra le viuzze di Corralejo, costellata di ristoranti, alle ore 18, imperdibile il tramonto sulle dune. Molto suggestivo.

El Cotillo Faro del Tostón

El Faro del Tostòn
El Faro del Tostòn

El Cotillo. Sappiamo che ci sono delle bellissime spiagge, quindi vorremmo fare il bagno, considerato che la giornata si presenta con uno splendido sole. Quindi, appena arrivati a Puerto del Rosario seguiamo la FV-10, che ci porta direttamente a destinazione.

Durante il percorso, sempre molto lunare, troviamo il Monte Tindaya, alto soli 400 metri ma dove sono state rinvenute incisioni rupestri sulle sue pendici e La Oliva che un tempo era la capitale dell’isola.

Non troviamo niente altro fino al Faro del Tostón, pochi chilometri oltre El Cotillo. Merita una visita, costituito da tre torri di altezza diversa, i tre probabili fari nel corso del tempo, situato in una superba location. Dopo diverse foto torniamo indietro, compriamo qualcosa per il pranzo e ispezioniamo il piccolo villaggio di pescatori.

Molto carino El Cotillo. Non ci sono residence giganteschi, solo abitazioni ad un piano e diversi locali tra le viuzze che servono tapas.

Castillo de Tostón

Castillo de Tostòn, El Cotillo
Castillo de Tostón, El Cotillo

Dal Castillo de Tostón, una tozza torre situata su di un promontorio, riusciamo a vedere la lingua di spiaggia sotto di noi. Ricca di onde, invasa da aspiranti surfer, vestiti di coloratissime mute. Risaliamo in macchina, raggiungiamo la spiaggia attraverso una strada sterrata. Parcheggiamo e dopo un secondo, siamo già in acqua.

Surf a El Cotillo 

Surfisti
El Cotillo

Bellissimo mescolarsi tra le onde e fingersi surfer. Pranzo e un sonnellino sono necessari. Lasciamo Camilla svenuta sulla spiaggia avvolta da numerosi teli, mentre io e Dania ci godiamo il mare con una lunga passeggiata. Non ci accorgiamo dello scorrere del tempo, un altro bagno, una birra e guardiamo incuriositi le lezioni dei gruppi di surfer.

Tramonto a Fuerteventura

El Cotillo
Tramonto el Cotillo

Il tramonto si sta avvicinando. Prima dell’applauso ci fermiamo incuriositi in un mulino, perfettamente tenuto (funzionerà ancora?). Dopo poco brindiamo con tre aperitivi (rigorosamente analcolico quello di Cami). Beviamo fino a quando il sole non scompare, infatti occorre il bis. Passeggiata nel paese e dopo una mezz’ora siamo a sedere in un bel ristorante. Mangiamo pesce freschissimo e il vino della casa , due bottiglie, va giù che è una meraviglia. Il prezzo di 73€ assolutamente onesto.

Andare a pranzo al Restaurante Las Marismas quando la luce del sole è ben presente, dev’essere una meraviglia per la vista, oltre che del palato.

La Oliva

La Oliva
Iglesia de La Oliva

La Oliva: stamani c’è il mercato e quindi la possibilità di comprare prodotti locali. Pane e soprattutto il famoso formaggio di Fuerteventura, il queso majorero, alla base della cucina isolana.

Due passi per la cittadina, dove la Iglesias de Nuestra Senora de la Candelaria è il centro del paese. Ci sediamo al chiostro della piazza per tre caffè cortado, prima di raggiungere la nostra ultima meta: le spiagge opposte alle dune di Corralejo, saranno la location del nostro pranzo. Se non piove. Non pioverà.

Ci divertiamo un po’ sulla spiaggia, facciamo foto, con uno sguardo preoccupato al cielo plumbeo. Guardiamo l’ora, è tempo del ritorno. Ci cambiamo i vestiti, tra qualche ora sarà il freddo ad attenderci.

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