strada dentro il bosco che porta al monastero

Monteverdi Marittimo in motocicletta

La Befana appena trascorsa non ha portato solo dolci o carbone ma anche venti gelidi che hanno provocato una notevole diminuzione delle temperature. Il nostro programma era già stabilito a prescindere dalle condizioni climatiche: una notte e due giorni a Monteverdi Marittimo, borgo toscano tra buona cucina e benessere in un Relais con percorso spa.

La partenza

La mattina del 4 gennaio il sole cerca di scaldare un’aria veramente fresca. In cielo neanche una nuvola. Ci sono tutti i presupposti per una bella gita.

Dopo un’abbondante colazione sistemiamo le borse con poche cose: un cambio, materiale fotografico, spazzolino, il necessaire per il maquillage e la spazzola per la mia barba.

La vestizione è in linea con la temperatura esterna, perciò sotto pantaloni e giacche non può mancare la tuta termica. Siamo pronti e un poco impacciati nei movimenti soprattutto all’inizio. Partiamo in tarda mattina per ricevere tutto il caldo possibile dal sole.

La strada

Monteverdi Marittimo non è distante da Livorno, sono circa 80 chilometri. Ce la prendiamo con calma, abbiamo tutto il tempo a disposizione. Lasciato l’instancabile panorama del mare lungo il Romito, raggiungiamo Cecina centrocon la strada quattro corsie, per poi seguire le indicazioni per Bibbona. Da qui inizia il divertimento.

Una strada che conosciamo bene, la facciamo spesso. La campagna è avvolgente, i colori sono bellissimi. Le indicazioni successive ci portano a Bolgheri, dove la strada costeggia i vari vitigni ed è difficile non fermarsi per osservare più attentamente questo meraviglioso panorama in una giornata così limpida. Il fascino aumenta con il famoso viale dei cipressi di Bolgheri dove, all’incirca a metà percorso, troviamo il bivio per Castagneto Carducci.

viale dei cipressi a bolgheri

Monteverdi Marittimo è poco distante ma c’è da godere ancora un pò di strada che si inserisce in un tunnel di vegetazione dove non è permesso ai raggi del sole di penetrare. Avvertiamo subito la brusca discesa della temperatura ancor prima di leggere il display che indica 5 gradi. Sono un attimo irrigidito dallo scalino termico, ma la tuta fa il suo lavoro trattenendo tutto il calore possibile.

Arriviamo in prossimità di Sassetta dove troviamo il bivio per Monteverdi Marittimo. Ancora nove chilometri ci separano dal piccolo borgo pisano, ancora un tratto di strada dove la rigogliosa vegetazione è padrona della strada.

Il borgo di Monteverdi Marittimo

Arriviamo al paese lasciando la moto sul piccolo terrazzamento a fianco dell’area pedonale. Davanti a noi le colline verdeggianti sono macchiate qua e là da sbuffi di vapore e complice la splendida giornata è possibile vedere il mare. Dal nostro punto di vista la campagna è veramente bella, trasmette tranquillità.

panorama da un terrazzo di monteverdi marittimo

Finalmente riusciamo a muoverci, un poco infreddoliti facciamo due passi per il borgo: le caratteristiche case in pietra, i continui sali scendi, le scale, i terrazzi fioriti dai quali si gode una vista pazzesca, rendono il borgo assolutamente gradevole.

Il ritrovamento di rovine di una strada romana, rendono l’origine di Monteverdi Marittimo molto antica. In realtà la nascita del piccolo paese è legato alla fondazione dell’abbazia di San Pietro in Palazzuolo, avvenuta intorno al 750 d.c. per merito del nobile longobardo san Walfredo al quale è dedicata la tradizionale festa ogni prima domenica di agosto.

Merenda…e cena

merenda dalla meravigliosa cuoca elena padrona della trattoria del pettriosso

La colazione abbondante è un lontano ricordo ma intorno a noi solo bandoni abbassati. Torniamo alla moto e notiamo a pochi passi un poco nascosta dalla curva, la Trattoria Del Pettirosso, dove il vino rosso della casa e le specialità toscane sono assolute prelibatezze. La signora Elena, oltre ad essere una ottima cuoca ci racconta di Monteverdi Marittimo e ci indica l’ubicazione dell’abbazia, orgoglio paesano. Ci diamo appuntamento per la cena ringraziandola dell’informazione.

Finalmente caldo!

Saltiamo di nuovo in sella, poco più di 5oo metri ci separano dal Relais I Piastroni. Un luogo incantevole. Una stanza meravigliosa (con camino) è per noi riservata, collegata all’ingresso con le piscine riscaldate da cui si accede al percorso benessere.

Ci lasciamo coccolare dai 38 gradi dell’acqua con i vari punti di idromassaggio, saltando dal bagno turco alla sala dei vapori, dal calidario alla stanza del sale e infine dalle docce cromatiche. Un vero paradiso.

Dopo la cena dalla signora Elena la colazione superlativa al risveglio, ci prepara per la ricerca dell’abbazia.

La temperatura sotto lo zero della notte, provoca una certa fatica nell’accensione del bicilindrico. Dopo qualche pressione sullo starter tutto procede per il meglio.

Verso l’abbazia

foto all'interno del bosco verso il monastero di monteverdi marittimo

Torniamo verso il paese seguendo al primo bivio Canneto, al secondo bivio giriamo a destra con le indicazioni del Borgo Il Massera. Circa quattro chilometri dopo, alla sinistra, esattamente davanti a questo relais, riconoscibile grazie a due enormi massi all’entrata, c’è la strada subito in salita che porta proprio all’abbazia.

Il percorso purtroppo molto breve, circa 2chilometri, è meraviglioso. Il passaggio all’interno del bosco è stupefacente: un tunnel di alberi su di un fondo sterrato ricoperto di foglie. Non fosse per la temperatura intorno ai 5 gradi, il paesaggio si mostra molto autunnale. Bellissimo!

finalmente l'arrivo al bellissimo monastero

Svoltiamo a destra all’unico bivio presente, in prossimità di un edificio giallo, una stazione geotermica non ancora funzionante. Al termine della salita e dopo qualche curva, si presenta l’abbazia, imponente in quel che ne resta. C’è una sensazione strana, quasi di magia. Siamo assolutamente soli e il solo rumore che avvertiamo è il frusciare delle foglie quando si alza il vento.

Il monastero fortificato, fu definitivamente saccheggiato nel 1561; ad oggi è prevista la ristrutturazione.

Due giorni. Troppo pochi probabilmente ma utili per uscire dagli schemi restando in sella nonostante il freddo.

Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di gennaio 2019 indetto dal blog Trippando.

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