Valle del Magra due borghi poco oltre la Toscana

Le ore piccole della sera prima si fanno sentire alla prima mattina di estate. Ci svegliamo tardi ma il sole lo abbiamo atteso per troppo tempo e non mettere la mano destra sulla manopola del gas oggi è un vero crimine. Decidiamo che la Valle del Magra è la nostra meta alla scoperta di due borghi di poco fuori la Toscana.

Finalmente possiamo indossare le giacche estive, il solo sentirle addosso mette il buon umore. Colazione rapida e siamo già in autostrada verso Genova, in un attimo a Carrara la nostra uscita. Solo venti chilometri ci separano dalla nostra meta Montemarcello.

Dopo l’autostrada

Appena usciti dal traffico isterico dei bagnanti domenicali la strada si fa divertente all’attraversamento del fiume Magra, sul ponte la vista è a dir poco rilassante con l’azzurro inaspettato del fiume dotato di un letto molto ampio su cui sono ormeggiate barche di varie dimensioni.

Oltrepassato il fiume Magra il percorso inizia una lieve pendenza che insieme alle curve e ad un panorama niente male rendono la guida molto piacevole. Troppo breve purtroppo, l’indicazione di Montemarcello è già davanti a noi.

Nel cuore della Valle del Magra, Montemarcello

Passeggiare per il borgo è molto piacevole basta seguire la striscia di mattoncini rossi che si srotola come un tappeto rosso sotto di noi per le numerose viuzze per godere della chiesa di San Pietro e del suo campanile, i terrazzamenti fin nel bellissimo panorama di tutta la Valle del Magra e la costa ligure grazie alla posizione rialzata di circa 200 metri s.l.m.

Nel nostro vagabondare all’interno del borgo molte le indicazioni per gli amanti del trekking. Uno in particolare giunge fino alla spiaggia di Punta Corvo dopo 800 scalini, esperienza sicuramente interessante ma che non abbiam provato.

Dai primi abitanti di Montemarcello nel XIV secolo la storia del borgo è stata sicuramente travagliata per la devastazione subita nel XV secolo in quanto territorio di disputa tra Genova e Firenze, passando per l’alluvione che provocò lo straripamento del fiume Magra nel XIX secolo che decimò il paese. Inoltre numerose furono le vittime per il susseguirsi dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Il borgo fa parte del Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra e dal 2006 del circuito I Borghi più belli d’Italia e aggiungo io, un borgo molto vivace.

Di nuovo in sella

Indossiamo ancora il casco per attraversare di nuovo la Valle del Magra e ci allontaniamo dalla costa per raggiungere Castelnuovo di Magra. Appena fuori dagli incroci e dai semafori la strada si inerpica con qualche divertente curva ed è gradevole mantenere il manubrio e il minimo del gas attraversando la Valle. Lo spostamento occupa circa trenta minuti.

Castelnuovo di Magra

Il borgo di Castelnuovo di Magra è già ben visibile lungo la strada, si trova infatti a quasi 700 metri s.l.m. La Torre Magna e il campanile della chiesa inoltre svettano imponenti su tutta la valle.

Lasciamo il bicilindrico ai piedi delle rovine del Palazzo dei Vescovi di Luni con vista sulla Torre Magna, ottima posizione per fare degli scatti. Vediamo che è possibile salire sulla Torre e non perdiamo questa occasione. Sette euro a testa il biglietto di entrata con tanto di regolamento per la salita che la signora ci fa leggere e firmare per presa visone.

In effetti la scala è molto stretta, sconsigliata la salita per chi soffre di claustrofobia: sei piani arricchiti dalla bella mostra fotografica di Pepi Merisio più la terrazza che viene indicata a 30 metri d’altezza. La vista è bellissima, ci lascia veramente senza fiato da una parte la costa di un azzurro luccicante, dall’altra il verde brillante delle colline adornate di tanto in tanto da un piccolo borgo.

Castelnuovo Magra è costituito da tre piccole strade principali che decorrono parallelamente da Piazza Querciola, dove si trova la Torre, fino alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Passeggiamo piacevolmente tra le viuzze facendo un giro completo per poi ritornare al punto di partenza dove si trova il circolo ricreativo dotato di un bel terrazzamento esposto sulla valle, impossibile non fermarsi per una birra rilassante.

Ci fermiamo più del dovuto ma lo spettacolo davanti a noi è talmente bello che disfarsene è complicato ma in effetti si è fatto tardi.

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